Un ricordo del professor Marcello Ilardi

Ciò che risento in cuore ora, ripensando a quella circostanza, è soprattutto una nostalgica gratitudine per una persona che aveva contribuito con naturalezza galleggiante su una serietà profonda a creare la più elevata, gravida di futuro, decisamente orientata atmosfera di “great expectations”    della mia giovinezza.

Nella cerchia di giovani intellettuali veliterni che lui animava, respiravamo questo ideale di  fondere, un giorno, il pensiero all’ l’azione, il nostro bene personale a quello collettivo. Come forse ai tempi dei cavalieri di Artù o dei paladini una superamento del cieco orgoglio individuale mi spingeva a desiderare una bella riuscita del compagno, o della guida, come allora era per me Marcello, più che la mia.

E quelle aspettazioni non sono state deluse né da un nostro venir meno né da un destino avverso.  

Un altro momento voglio  ora  rievocare, di molti anni dopo, di quella fine settembre 2003 nella quale, dopo un incidente stradale in Mali alle soglie del Sahara, fui ricoverato alla casa di cura Madonna delle grazie.

Marcello già aveva, sia a titolo proprio e di familiari, sia della sua struttura, aiutato da anni la mia iniziativa di lotta contro la fame in quel paese. In quel momento mi offriva anche un aiuto diretto per riprendermi, dava alla dura necessità della degenza l’impagabile senso di sicurezza dell’amicizia, mi faceva dire a me stesso:”E’ stato un brutto colpo, ma senza quello non avresti mai conosciuto quest’accoglienza”.

Inoltre, proprio appena ero stato registrato in entrata nella clinica, vi perveniva Giovanni Deserti per chiedere a Marcello il mio numero di telefono. Che potetti dargli direttamente, e fissare il primo passo d’un progetto di volo umanitario in Mali che realizzammo due anni dopo, e che vide ancora la partecipazione di Marcello e clinica  con doni di attrezzature e medicinali. 

Non basta. Voglio ricordare ora che Marcello ha accolto gratuitamente in due occasioni dei maliani bisognosi d’interventi operatori. A parte per  il vedere  la naturale gratitudine di quelle persone verso di lui, io provai una particolare soddisfazione per la bella e buona figura che Marcello faceva fare ai cristiani di fronte a dei musulmani come loro,  agli italiani di fronte a degli stranieri.

Un esempio quanto mai attuale oggi.

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