Un edificio di quattro piani, ricorsi e problemi a Velletri

Velletri sempre più popolata di palazzine, nonostante l’aumento numerico della popolazione non giustifichi un tale incremento edilizio. Secondo alcuni urbanisti, infatti, ad oggi la città potrebbe “contenere” circa 90mila abitanti senza il bisogno di costruire o ristrutturare altre case. Eppure, a conti fatti, i residenti non arrivano a 60mila. Un caso molto particolare ci è stato sottoposto dall’Ingegner Franco Bologna, che si è trovato coinvolto da vicino con un inter giudiziario piuttosto complesso nell’avversare la costruzione di un edificio in viale Salvo d’Acquisto.

GLI ANTEFATTI

Nel 2009 il dirigente comunale all’Urbanistica rilasciò il permesso di costruire n.94 per la realizzazione di un edificio abitativo di quattro piani lungo viale Salvo d’Acquisto. L’ingegner Bologna presentò ricorso avverso per via amministrativa, vedendoselo però rigettato dal Consiglio di Stato con la sentenza n.2487/2014 basata su una perizia di verificazione elaborata da un docente della Sapienza. Furono eccepiti alcuni vizi di legittimità, come l’eccesso di altezza.

QUERELLE A MEZZO STAMPA

In quegli anni, sui giornali locali, si svolse una vera e propria telenovela tra attacchi e contrattacchi. L’ingegner Bologna, stimato professionista, non ebbe problemi a rendere nota la sentenza avversa sui settimanali locali evidenziando però l’infondatezza della verificazione predisposta dal Consiglio di Stato: detta decisione è stata basata ed ha messo in rilievo l’assunzione da parte del verificatore di un comportamento contraddittorio in quanto ha concluso la perizia provvisoria decretando l’eccesso di altezza dell’edificio e un mese dopo con la relazione finale ha espresso il parere diametralmente opposto. Non mancarono tuttavia gli attacchi, da parte dei costruttori, all’ingegner Bologna.

PERMESSO IN PROROGA

Mentre era in corso il giudizio amministrativo davanti al Consiglio di Stato il dirigente comunale rilasciò il Permesso di Costruire in proroga n.42/2013 avverso il quale l’ingegner Bologna propose ricorso al TAR del Lazio. Tra le illegittimità eccepite il mancato inizio dei lavori nei termini e per conseguenza diretta la decadenza del Permesso di Costruire n.49/2009 da cui originava.

SENTENZA DEL TAR

Il 24 gennaio 2020 il TAR del Lazio con sentenza n.1028/2020 ha annullato il Permesso di Costruire in proroga n.42/2013 e disposto l’esecuzione di un provvedimento a carico del Comune pronunciandosi testualmente:

EPILOGO

La società costruttrice avverso il TAR ha fatto appello al Consiglio di Stato e il comune è retrocesso dalla strategia e non si è costituito. Il Consiglio di Stato, con ordinanza n.5687 del 24/9/2020, ha rigettato l’istanza cautelare imponendo al Comune di Velletri l’esecuzione della sentenza del Tar datata 24 gennaio 2020 e condannando al pagamento della somma delle spese di €7500 euro per la verificazione.

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