Il ritorno a scuola non è semplice per moltissimi dirigenti scolastici, costretti a fare i conti con le norme anti-contagio da far rispettare e con le consuete difficoltà organizzative e gestionali di inizio anno. Una situazione particolarmente complessa che il presidente dell’ISS “Cesare Battisti” di Velletri, Eugenio Dibennardo, ha voluto portare alla ribalta della cronaca intervenendo anche ai microfoni del TG3.
RIFIUTARE LE ISCRIZIONI
“Il nostro è un grande Istituto Superiore che conta diversi indirizzi, due sedi, un corso in Carcere ed uno serale. Abbiamo diverse classi con più di trenta alunni. Ma nel Primo Tecnico Economico (ex Ragioneria) abbiamo 41 iscritti. Sono diventati così tanti nel corso dell’estate. Teniamo conto del fatto che diversi ragazzi sono stati respinti al primo di un altro Istituto o lungo l’estate hanno cambiato idea o sono stati rifiutati da altri istituti”, ha premesso il Preside. Il risultato però sta in una gestione numerica davvero drammatica.

LA SOLUZIONE
“Ho chiesto all’Ufficio Scolastico Regionale di sdoppiare la classe di 41 studenti così da formare due classi. La mia Scuola ospita tanti titolari dei benefici della L. 104/92 e anche in quella classe ci sono ragazzi che dovrebbero essere tutelati dalla norma che impone max 22 alunni. Abbiamo un’altra classe di 37 studenti”, ha aggiunto. Il problema sta nel rifiuto delle iscrizioni da parte di alcune scuole, che non avendo aule ampie sono costrette a ridurre il numero degli alunni. Nel 2020, però, all’ISS “Battisti” proprio grazie all’interessamento del Preside si è fatto fronte a questi problemi strutturali: “sono riuscito a ottenere abbattimenti di pareti e tutto quanto potesse consentire la presenza di classe numerose, mentre altre scuole hanno mantenuto ambiente più piccoli con il vantaggio di avere classi non numerose e la licenza di rifiutare iscrizioni”.
IL RIFIUTO DELLE ISCRIZIONI
“Quanto detto sul rifiuto di iscrizione di tante Scuole nei riguardi di tanti ragazzi vale anche per i ragazzi in condizione di disabilità o comunque limiti cognitivi. Invece io sono fiero di poter dire che nella Scuola che dirigo abbiamo 101 casi di disabilità. Questo comporta che dovremmo avere molte Classi con max 22 alunni invece la disposizione viene disattesa perché non ci consentono di formare altre Classi. Io non rifiuto iscrizioni. Tuttalpiù – come la L. 107/2015 mi impone – cerco negli Istituti omologhi vicini accoglienza per il cosiddetto surplus. Ma non rifiuto”, ha detto Dibennardo facendo riferimento alle normative che lo guidano nel suo operato. Tra le possibili mosse per smuovere qualcosa non esclude un gesto eclatante e clamoroso: quello di incatenarsi ad una colonna del Ministero in viale Trastevere. In attesa che la vicenda si sblocchi.

