Sviluppo Sostenibile e Agenda 2030: ALFAD

Per l’Associazione A.L.F.A.D. è importante, secondo Emanuela Elisei:

  1. riunire e promuovere il confronto di esperienze tra le numerose associazioni locali, gli enti pubblici e privati, l’amministrazione comunale/regionale, le scuole, ecc. ;
  2. la capacità di fare rete che, a nostro avviso, è diventata indispensabile per costruire progetti che abbiano qualche chance di essere realizzati.

COSA VUOL DIRE FARE RETE

Nell’ambito della progettazione vuol dire la capacità di soggetti simili e/o di varia natura di unire risorse, persone e conoscenze per raggiungere degli obiettivi condivisi. Nella pratica fare rete significa:

  • condividere obiettivi comuni;
  • concertare le azioni da svolgere;
  • coinvolgere TUTTI i partner (Associazioni locali, amministrazione comunale, enti pubblici/privati, ecc.) nella realizzazione del progetto o dei vari progetti.

Fare rete sembra facile ma non lo è. Diciamocelo: ogni associazione nasce pensando di essere l’unica o la migliore a svolgere una determinata attività. Questa convinzione è uno degli ostacoli principali al mettersi in gioco. Oltre a questo, i problemi classici del lavorare in rete sono:

  • mancanza di preparazione e abitudine a lavorare insieme;
  • resistenza dei gruppi dirigenti a riconoscere persone più idonee (interne o esterne) a coordinare le attività progettuali;
  • difficoltà a mantenere la concretezza durante il lavoro.

C’è un altro punto critico, sul quale voglio spendere qualche parola in più. Collaborare con altre organizzazioni è faticoso e dispendioso, non solo in termini di risorse. Raggiungere un accordo vuol dire mettersi in gioco, confrontarsi, ascoltare l’altro e accordare fiducia alle sue idee. D’altro canto vuol dire anche imparare cose nuove che non immaginavamo. Pratiche diverse per lavorare meglio, per risparmiare o per accedere a nuove partnership.

I BENEFICI

È proprio il caso di dire che l’unione fa la forza, perché i benefici del lavorare in rete sono veramente tanti. Tra questi me ne vengono in mente alcuni:

  • arrivare dove non saremmo mai arrivati da soli, sia in termini di accesso ai bandi che di qualità delle azioni proposte;
  • essere in grado di intervenire in più settori;
  • scambiare informazioni e buone pratiche, cioè evolvere;
  • costruirsi una reputazione nei confronti di enti finanziatori e di eventuali donatori, spendibile in altre attività future;
  • costruire relazioni stabili con altri soggetti (profit e non profit), utilizzabili per altre attività future (non solo progettuali);
  • ottimizzare le risorse umane ed economiche.

Progettare insieme è un’assunzione di responsabilità perché anziché lamentarci ci impegniamo tutti insieme a risolvere un problema, a migliorare la qualità di vita.

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