Il Museo Civico-Archeologico “Oreste Nardini” torna a vivere grazie al Gruppo Archeologico Veliterno. “Le pietre che parlano”, nelle giornate di martedì e giovedì, ha avuto il merito di riportare i cittadini tra le mura del museo che era ormai chiuso da ben due anni a causa della pandemia prima e delle problematiche burocratiche poi.
L’EPIGRAFE DELL’ANFITEATRO
Il professor Ciro Gravier, noto docente e scrittore nonché studioso di storia antica, in costume da “antico romano” ha accolto i presenti per spiegare in un’attività di archeologia sperimentale – teatrale, l’epigrafe presente nelle sale del Museo. Mentre si effettuavano degli scavi sotto la Torre di Messer Teofilo Fosco nel 1564 fu dissotterrata una lapide, rotta in più pezzi, in cui su 7 linee di scrittura si faceva menzione di lavori fatti per ripristinare l’anfiteatro sotto il regno degli imperatori romani Valentiniano e Valente.

IL COMMENTO DI SARA DI LUZIO
Nutrito il gruppo di presenti, visibilmente coinvolti e anche emozionati di poter finalmente rivivere uno spazio vitale per la comunità come il Museo. Altre iniziative saranno programmate nei prossimi mesi, nell’ambito del bando per la valorizzazione dei luoghi della cultura indetto dal Comune di Velletri. Così la direttrice del GAV, dottoressa Sara Di Luzio, a fine evento: “Ringrazio i soci e in particolare il consiglio direttivo che ha sostenuto questo evento e il comitato tecnico scientifico -creato per l’ occasione come da regolamento interno- per la gestione ed organizzazione, Ciro Gravier per i testi, Enrico Mandrelli per la scenografia, Guido Giani per il materiale grafico, Valter De Palma, Anna D’Angelo e Sandra Sacchetti. Ci auguriamo che nei prossimi mesi la popolazione possa partecipare sempre più a queste iniziative culturali”.



