Tutti gli automobilisti si augurano di non dover mai compilare un modello CID, perché la sua redazione starebbe a significare il coinvolgimento in un incidente stradale. Però, mi diceva un amico che mi ha suggerito di trattare l’argomento, quando accade un piccolo incidente non si sa bene cosa fare e come comportarsi. Conoscere i passaggi essenziali per compilare correttamente il CID può aiutare a mantenere razionalità e ragionevolezza in una situazione non proprio ideale per mantenere la calma.
CID O CAI?
Occorre premettere che non c’è differenza, nel senso che ci si riferisce allo stesso documento, quando si parla di CID (Convenzione di Indennizzo Diretto), o di Modulo CAI (Constatazione Amichevole di Incidente). L’iniziale denominazione CID sta ad indicare l’accordo, stipulato tra le maggiori Compagnie assicuratrici operanti in Italia, che consente di ottenere l’indennizzo rivolgendosi direttamente alla propria compagnia d’assicurazione anziché a quella del responsabile del sinistro. In realtà, il modulo che viene compilato nel caso di incidente è il CAI (detto anche MODULO BLU), ma nel linguaggio comune è rimasto CID visto che molti ancora oggi parlano e chiedono del modulo CID disconoscendo l’acronimo CAI. Quindi, per la precisione, il modulo che si consegna alla propria agenzia assicurativa per l’apertura del sinistro non si chiama CID ma CAI, come di seguito sarà indicato.
FUNZIONE DEL CAI
La compilazione del modulo CAI per la constatazione amichevole costituisce una dimostrazione di accordo tra le due parti; spiega com’è avvenuto il sinistro stradale e chiarisce di chi sono le responsabilità. Inizialmente non poteva essere compilato nel caso di danni alle persone trasportate. Dal primo giugno 2004, compilando lo stesso modulo di constatazione amichevole, possono essere risarciti direttamente dalla propria compagnia anche i danni subiti dalle persone rimaste ferite fino a un massimo di 15.000 euro. La compagnia di assicurazione può disconoscere la veridicità di quanto attestato nel modello CAI, fornendo prova contraria; non è infatti vincolata a quanto attestato sul CAI e può anche non procedere al risarcimento danni qualora ritenga che i fatti rappresentati dalle parti non siano veri. Nel caso di accettazione senza obiezioni, c’è l’impegno della compagnia a liquidare i danni alle cose entro 30 giorni e quelli alle persone entro 45 giorni, La convenienza di compilare il modulo CAI si concentra nel fatto di poter beneficiare di una procedura più celere rispetto all’ordinario. Seguendo questa procedura si accelerano le pratiche per la liquidazione dei danni subiti nell’incidente. Infatti, per chi non compila il CAI, la legge prevede la definizione del sinistro per i danni alle cose entro 60 giorni e le lesioni alle persone entro 90 giorni dalla richiesta. Tempi quasi mai rispettati.
NON E’ OBBLIGATORIO
La legge non obbliga alla compilazione del CAI e quindi alla constatazione amichevole. Molti automobilisti, sulla base di qualche calcolo, potrebbero ritenere conveniente evitare di coinvolgere l’assicurazione tramite CAI, soprattutto se sono in prima classe e il danno è di lieve entità (inferiore alle 200-300 euro). La classe di merito di appartenenza è un parametro fondamentale per valutare se è certamente meglio risarcire direttamente ed evitare un declassamento che potrebbe essere più penalizzante. Inoltre, nel caso di incidente non lieve con danni alle persone bisogna valutare attentamente se è il caso di compilare il CAI o se è meglio fare intervenire le forze dell’ordine (polizia stradale, carabinieri, polizia municipale). Se non si fanno intervenire le forze dell’ordine e non c’è accordo, in vista di un possibile contenzioso, è sempre opportuno per chi deve essere risarcito acquisire ogni ulteriore elemento di prova sulle modalità di svolgimento del sinistro: documentazione fotografica, con foto scattate prima di qualsiasi spostamento dei mezzi incidentati; dichiarazioni testimoniali (contenenti anche i dati anagrafici e recapiti dei testimoni)
COME SI COMPILA
Nel caso tra le due parti ci sia accordo sulla dinamica del sinistro e sulle responsabilità, la compilazione del CAI (modulo semplice e intuitivo) non necessariamente deve essere immediata, visto che può essere consegnato alla propria compagnia assicurativa entro 3 giorni dalla data dell’incidente. Recandosi le due parti nell’agenzia che deve risarcire, si può farlo compilare ad uno degli addetti. Si tratta di inserire una serie di dati in determinate caselle. Nella parte superiore del documento con campi in comune dovranno essere indicati data, luogo dell’incidente, presenza o meno di soggetti feriti, i veicoli coinvolti e la presenza di eventuali testimoni del sinistro. Nelle colonne identificate con i colori azzurro e giallo, una per il veicolo A e l’altra per il veicolo B , dovranno essere riportati i dati anagrafici degli assicurati; dati dei veicoli coinvolti nell’incidente; dati assicurativi (nomi delle compagnie, numero delle polizze, periodo di validità, filiale di riferimento); dati dei conducenti (se sono diversi degli assicurati); dettagli sull’incidente (se uno dei veicoli era in sosta, se stava uscendo da un parcheggio, se il sinistro è accaduto in un incrocio, ecc.). Nell’apposito spazio, dovrà essere eseguita la rappresentazione grafica dell’incidente. Lo spazio sottostante è destinato alla sottoscrizione dei soggetti coinvolti nel sinistro.
Per motivi di spazio, spiegherò nel prossimo articolo cosa succede se il CAI, pur compilato, non viene firmato (per un ripensamento) dal responsabile del sinistro. Altro argomento interessante il valore probatorio attribuito dalla giurisprudenza al documento di costatazione amichevole.



