“Anche alle donne il sacerdozio”

Dio chiederà conto a chi sparge il sangue di suo fratello. (Benedetto XVI)

Il volto teso, la voce ferma, gli occhi severi, le mani strette al leggio trasparente. Tutto nel riquadro della finestra che alla domenica si apre su Piazza San Pietro. Quel giorno l’immagine dura di Benedetto XVI mi fece rimpiangere l’affabilità e il sorriso di Giovanni XXIII. Erano altri tempi, si dirà, e sul mondo allora splendeva la voglia di pace.

Le telecamere continuavano a ritrarre il Papa, accorato e buio, nel candore delle sue vesti. Quelle parole, pur rimbalzando di bocca in bocca, non lasciarono un segno, perché tutti, da fratelli presunti innocenti quali siamo, quelle parole le gridammo ad altri fratelli che per noi non sono innocenti.

Quale Dio chiederà conto delle nefandezze compiute dagli uomini, quello di  Abramo, quello di Gesù, quello di Papa Ratzinger e di altri milioni e milioni di cristiani o quello di Maometto che altri milioni e milioni di persone invocano nelle moschee e testimoniano, purtroppo, anche con atti di terrorismo? Se Dio è uno solo, quale dei due è la versione più giusta? Se la Bibbia e il Corano sono entrambi libri sacri, quale dei due è il più veritiero?  Cosa divide l’umanità in blocchi distinti e contrastanti? E chi decide quale delle parti è la più civile, rispetto ai valori universalmente riconosciuti? E perché per “universale” si intende solo metà del mappamondo, quella, cioè, che fa quattrini in occidente?

Amai Papa Giovanni XXIII perché dalla stessa finestra ebbe a dire che era opportuno mettere insieme le cose che uniscono, scansando con diligenza quelle che dividono.

Amai Papa Giovanni XXIII perché ebbe il coraggio di annunciare da quella finestra un Concilio rivoluzionario che, come dice il vangelo, avrebbe smesso di appiccicare toppe nuove su abiti vecchi.

Amai anche Paolo VI che  continuò, parlando sempre da quella finestra, a svestire la Chiesa di vecchiume per farle indossare qualcosa di fresco. Ma della nudità si ebbe paura, tanto che Giovanni Paolo II ripescò, quando venne il suo turno, i vecchi maglioni dal collo alto e dai gomiti rattoppati. E frenò, parlando anche lui dalla finestra, la speranza di un rinnovamento, riportando nei cuori vecchie devozioni, abbellite e rese giovani dal fascino della sua persona.

Quando mi si chiese un parere su Benedetto XVI, mi  venne spontaneo il pensiero del sarto giudizioso che ripesca con alacrità l’antico straccio per vestire il presente di nostalgiche rivisitazioni. 

Passò il tempo e Benedetto XVI, convinto dallo Spirito Santo, si dimise, permettendo ad un altro Papa di affacciarsi sulla stessa piazza per annunciare al mondo che lui era  “Francesco”… che  lui avrebbe aiutato l’umanità a credere in un Dio buono, misericordioso… che lui non avrebbe terrorizzato le pecorelle smarrite, minacciandole col fuoco eterno… che lui si sarebbe mosso tra la gente, cordialmente, per salutare tutti da vicino… che lui, se avesse dovuto affrontare un viaggio, avrebbe usato  la povertà dei mezzi… e questo cerca di fare per raggiungere in semplicità e verità le spiagge e i porticcioli della vergogna.

Ora lasciatemi sognare.

Quella sarà una domenica piena di sole. Il drappo damascato si muoverà leggero  al vento primaverile e il leggio, più trasparente del solito, dominerà solenne sul davanzale della finestra. Ecco il Papa!… Gli applausi, le grida festose… il silenzio.

Care sorelle, oggi ho una sorpresa per voi… Dopo lunga riflessione, ho deciso, di introdurre nella struttura ecclesiale una presenza consistente di donne…  non nella conduzione delle faccende di sacrestia; ma per essere ministre presso gli altari nelle funzioni proprie del sacerdote. 

Gesù, senza andare contro la storia e rispettando le esigenze culturali del tempo, concesse alle donne più di quanto era possibile concedere in quel tempo, facendo intendere che il processo di emancipazione iniziato da lui era destinato a raggiungere in futuro i livelli giusti per una convivenza paritaria tra maschio e femmina nella Chiesa del Signore. Oggi quel tempo si sta compiendo e, dinanzi alle opportunità riconosciute finalmente in campo femminile, desidero che nella schiera degli apostoli  sia concesso alle donne un abbondante 30% di presenze.

Gesù esaltò il coraggio dell’emorroissa che secondo la legge lo aveva contaminato. Gesù permise alla prostituta di piangere lacrime di amore sui suoi piedi, contrastando la maldicenza del ricco Simone. Gesù difese la dignità della donna nel matrimonio, criticando Mosè. Gesù alle donne, che ai suoi tempi giuridicamente non contavano nulla,  concesse il privilegio di annunciare e testimoniare la sua resurrezione…

Care sorelle, da oggi sugli altari ci sarà posto anche per voi!…

È solo un sogno.

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