Revisionismo storico, banalizzazioni e deviazioni: illuminante incontro con Davide Conti al CREA

Venerdì pomeriggio, presso l’Aula Magna del CREA Viticoltura/Enologia, si è svolta la presentazione del libro di Davide Conti “Sull’uso pubblico della storia” per un evento organizzato dall’ANPI Velletri in collaborazione con Memoria 900.

L’incontro con Davide Conti – storico, studioso e scrittore – è stato di raro livello vista la lucidità e la chiarezza espositiva dell’ospite, capace di toccare temi di estrema attualità alla luce delle vicende politiche dei giorni nostri. Le competenze tecnico-accademiche e la capacità espositiva cristallina di Davide Conti hanno definito in modo preciso e puntuale il contesto storico che oggi alimenta una palesa deriva neo-fascista e regressista fino a interessare le più alte cariche dello Stato. Una situazione che costituisce un classico esempio nella determinazione di un uso pubblico della Storia “deviato”, ovvero a servizio di una parte politica chiaramente fuori dal portato valoriale che esprime la nostra Costituzione. La distonia plastica dei discorsi di Liliana Segre e Ignazio La Russa a poche ore l’uno d’altro ne sono solo la conferma.

Una miscela esplosiva di faziosità, ignoranza e dolo che concorre a mettere sullo stesso piano fascisti e Antifascisti, proprio nel Paese che ha donato il fascismo al mondo, in una banalizzazione storica inaccettabile. Un mondo che, a detta dello stesso Davide Conti, nello scambio pre e post incontro, in occasione del 100esimo anniversario della marcia su Roma si interroga su questa vicenda, mentre per noi, per la nostra consapevolezza identitaria di Cittadini della Repubblica italiana nata sulle macerie del disastro fascista è poco più di una data. Per chi si sente antifascista il pomeriggio con Conti è stato un momento di formazione indispensabile per conoscere e contrastare un’operazione revisionista che oggi ritrova fiato, ma è da sempre in agguato.

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