Alla squadra partenopea basta un gol, siglato dal Macedone Elmas, nei primi minuti di gioco, per infliggere al Milan la terza sconfitta in campionato e volare al secondo posto proprio insieme ai rossoneri.
URLO NAPOLI, REAZIONE MILAN
Serviva un segnale e segnale è stato, nonostante le innumerevoli assenze il Napoli esce da San Siro con il bottino pieno. A sbloccare il match ci pensa Elmas, con un abile colpo di testa sul primo palo, che sfrutta un gran corner di Zielinsky. Quasi inesistente nel primo tempo la reazione del Milan che riesce a rendersi pericoloso soltanto in due occasioni, prima con Ibrahimovic e successivamente con Florenzi ma entrambe le occasioni non raggiungono il risultato ambito.
EQUILIBRIO E POCHE EMOZIONI
La seconda parte del match è anch’essa priva di grandi emozioni, la partita è molta tattica, condita da contrasti e giocate individuali. L’occasione più ghiotta passa per i piedi di Petagna, il centravanti però, complice anche un grande intervento di Tomori, non riesce a scagliare in rete il gol del raddoppio. La risposta rossonera passa invece dai piedi del solito Ibrahimovic, che però si vede sbarrare la strada da un vero e proprio miracolo di Ospina. Nel finale dopo un batti e ribatti, il Milan riesce a trovare il pareggio con Kessie, gol però successivamente annullato da Massa con l’ausilio del Var nonostante i tanti dubbi e le tantissime proteste rossonere.
IL “VESUVIO DENTRO”
Sicuramente ci aspettavamo molto di più dalle due squadre, ma le tante assenze e le tante partite ravvicinate hanno compromesso la bellezza del match. Ciò nonostante, sia il Napoli che il Milan hanno lottato per 90 minuti senza esclusione di colpi. Partenopei che pur soffrendo riescono ad esaudire il desiderio del proprio allenatore che aveva chiesto ai suoi ragazzi di giocare il match con “il Vesuvio dentro”, ovvero con un fuoco e una carica dentro degna della città stessa. Al contrario il Milan, non riesce ad esprimere il gioco che siamo abituati a vedere, perdendo anche il secondo posto solitario e perdendo un po’ di terreno dalla prima della classe.
Daniele Favale



