Anche se è passato un po’ di tempo dalla sua scomparsa, il vivo ricordo di Giuliano Aureli continua a essere presente, così come forte si percepisce la mancanza della sua esperienza e delle sue lucide analisi politiche e sociali.
LA FORZA DELLA COMUNICAZIONE
Una delle cose che sempre ha caratterizzato l’opera di divulgazione del partigiano Aureli è stata l’attenzione alle forme comunicative, soprattutto verso i giovani, rei talvolta di apprezzare poco la libertà intesa come concetto ampio e variegato (e soprattutto, non scontato). E quale poteva essere una forma artistica adatta a risentire vicino Giuliano, se non la musica?
LA CANZONE PER GIULIANO
Il 25 aprile, anniversario della “Liberazione”, è stato finalmente messo on line sui social network e su Youtube il video della ballata “A Giuliano Aureli, partigiano”. Un progetto messo a punto da Daniela Di Renzo, voce e autrice della canzone, insieme a Eleonora Giosuè (violino, voce), Emiliano Begni (pianoforte, voce e fisarmonica), Roberto Boarini (violoncello, voce). Il testo è di Daniela Di Renzo, mentre le musiche sono della stessa cantautrice e di Emiliano Begni. L’arrangiamento degli archi è di Roberto Boarini ed Eleonora Giosuè.
GLI OCCHI DELLA RESISTENZA
Il testo, rievocando in apertura Gramsci con la sua celebre citazione su istruzione, agitazione e organizzazione, centra subito una delle peculiarità fisiche di Giuliano Aureli: i suoi splendidi ed espressivi occhi, monito e ispirazione di libertà. Aureli, giovanissimo, si contraddistinse da subito per la voglia di lottare e per il coraggio di affrontare la guerra, una guerra che avrebbe poi raccontato dedicandosi soprattutto al dialogo con i giovani: portava, nelle sue parole, “chilometri di memoria al passo di danza della vittoria”.

APPELLO AI GIOVANI
Questo rivolgersi ai ragazzi quasi ossessivo, accorato, senza stancarsi mai, è sintetizzato da un’altra strofa densa di significato e di emozione: “Non dimenticate voi giovani che siete, a un passo dalla storia e lontani dalla gloria, che tra i fili d’erba fioriscon parole, di chi solo a vent’anni è ancora lì sotto il sole”. Immancabile la menzione alla strage di Pratolungo, un’altra pagina nera della storia nazionale in generale e veliterna in particolare, tutt’altro che dimenticata e anzi forse ancora troppo poco conosciuta nei manuali e nei testi di studio.
Un lavoro, quello realizzato da Daniela Di Renzo con la collaborazione preziosa dei musicisti Eleonora Giosuè, Roberto Boarini ed Emiliano Begni, che ha il sapore del senso civico e dell’immortalità di certi messaggi, soprattutto se questi sono condivisi e non trasmessi, sussurrati e non imposti, ragionati e non travisati dalla retorica.
TESTO
Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza.
Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo.
Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza.
[Antonio Gramsci]
[Coro intro]
Tra i campi e le strade
Guardando l’orizzonte
Con gli occhi di ghiaccio
e un grido per la libertà.
[Strofa]
Passavo i miei giorni, intento a guardare
col cuore mai stanco, volevo lottare
Perdendomi dentro ogni vostro respiro
Così da sentire, la forza del mondo
Riflessa e vissuta negli occhi degli altri
dei giovani in fiamme, per quei giorni nostri
Raccontando chilometri di memoria
Al passo di danza della vittoria.
[Rit.]
Non dimenticate voi giovani che siete
a un passo dalla storia e lontani dalla gloria,
che tra i fili d’erba fioriscon parole
di chi solo a vent’anni è ancora lì sotto il sole
[Strofa]
E poi a Pratolungo, la fine di un aprile
Per chi credeva ancora, a un sorriso gentile
A una gonna di lana e a un volto di seta
Lascio l’ultimo sguardo e una speranza concreta.
[Rit.]
Non dimenticate voi giovani che siete
a un passo dalla storia e lontani dalla gloria
che tra i fili d’erba fioriscon parole,
di chi solo a vent’anni è ancora lì sotto il sole
[Coro]
Tra i campi e le strade
Guardando l’orizzonte
Con gli occhi di ghiaccio
e un grido per la libertà.



