Un cadavere nel lago, prelievi di DNA e strani “balletti”: continua il mistero sul rapimento di Davide Cervia

La trasmissione “Crimini e Criminologia”, condotta da Fabio Camillacci su Cusano TV, si è occupata del caso di Davide Cervia, portando all’attenzione del pubblico tantissime novità inspiegabilmente passate inosservate sui media nazionali, sui tg e su trasmissioni come “Chi l’ha visto?” (Fu tra le prime a fare importanti scoperte sulla vicenda).

RAPIMENTO DI STATO

Davide Cervia, lo ricordiamo ai nostri lettori che potranno trovare molti contenuti dedicati a questa storia negli archivi di Velletri Life, fu rapito nel 1990 da Velletri. Esperto di guerre elettroniche, sparì misteriosamente dalla nostra città e nonostante diverse testimonianze dirette del rapimento le indagini si orientarono – a torto -sull’allontanamento volontario. Tra omissioni, depistaggi e minacce la famiglia Cervia ha sempre cercato giustizia e verità: impossibile accettare che un uomo venga sottratto alla propria vita in questa maniera, e soprattutto con le losche trame che tinteggiano questo lugubre dipinto di storia italiana. La Ministra della Difesa Elisabetta Trenta, di Velletri, compì il primo atto ufficiale di “scuse” da parte dello Stato verso la famiglia consegnando il risarcimento simbolico di 1 euro nel 2019. La sentenza del Tribunale Civile di Roma, invece, certificò che non tutto il possibile era stato fatto per ritrovare Davide.

LO STRANO CASO DEL CADAVERE

All’interno della trasmissione di Cusano TV, Marisa Gentile non ha potuto nascondere – ancora una volta – l’amarezza, mitigata solo dal suo grande coraggio e dalla sua onestà intellettuale: “pensavamo che con la sentenza del Tribunale Civile si fosse finalmente fatta un po’ di chiarezza, perché si è stabilito che il Ministero della Difesa nelle sue articolazioni della Marina ha ostacolato la verità negli anni di ricerca non prestando il suo massimo impegno per fornire informazioni sulla carriera di Davide e anzi cercando di nascondere la sua effettiva specializzazione di esperto di guerre elettroniche”. “Ci siamo invece resi conto”, ha detto Marisa, moglie di Davide e madre dei suoi due figli, Erika e Daniele, “che quella sentenza ha aperto un nuovo capitolo. La Ministra Trenta si è opposta all’impugnazione della sentenza dopo i sei mesi e sono iniziati strani balletti. I Carabinieri di Sanremo hanno chiesto alla sorella di Davide l’autorizzazione al prelievo del DNA, al fine di inserirlo nella banca dati delle persone scomparse e agevolare l’eventuale ricerca di un cadavere”.

TANTI INTERROGATIVI

Perché fino al 2018 nessuno ha pensato a questo atto, potenzialmente utile alle indagini, e soprattutto perché questo DNA non è stato chiesto ai figli di Davide, discendenti diretti, ma a sua sorella? Domande che sono scontate e logiche, e che si è posta anche Marisa Gentile insieme all’avvocato Licia D’Amico, che ormai da anni segue il caso. I Carabinieri hanno garantito che avrebbero chiesto il DNA anche agli eredi di Cervia, ma ci sono voluti tre anni e altre strane vicende per arrivare ad un atto che sarebbe stato naturale fare molto prima.

UN CADAVERE NON COMPATIBILE

“Nel maggio 2021”, ha detto ancora Marisa in trasmissione, “una Procura del Nord riteneva di aver trovato un cadavere nel Lago Maggiore che poteva essere di Davide Cervia. Il ritrovamento risale al 2013, non era stato identificato e il PM riteneva addirittura che al 99% fosse compatibile con Davide”. Una parentesi va fatta, a livello giornalistico, in questa narrazione: la famiglia Cervia combatte e si batte per la verità da anni, mostrandosi forte e compatta, ma a livello emotivo, psicologico, umano è impossibile immaginare quale sia lo sconforto, la rabbia, la paura, l’amarezza, e chi più ne ha più ne metta, di fronte a questi presunti ritrovamenti che riguardano una persona cara. Un gioco al massacro sulla vita e sulla sensibilità delle persone davvero inaccettabile.  Il cadavere del Lago Maggiore non è di Davide Cervia, prevale l’1% di smentita rispetto al 99% di certezza paventato dagli inquirenti: si tratta di un corpo più basso di 15 cm rispetto a quello di Cervia. Finisce tutto in una bolla di sapone.

LE PAURE DELLA FAMIGLIA

Nel dicembre 2021 la squadra mobile di Varese afferma che è fondamentale portare avanti l’indagine, chiedendo alla Procura di Roma di riaprire il fascicolo che in trent’anni non ha portato a nulla. La paura della famiglia Cervia è sempre la stessa: “temiamo una manovra artificiosa per attribuire al nome di Davide un cadavere, dato che la sentenza del Tribunale crea non poco imbarazzo alle istituzioni. La paura è che la lunga mano di qualche parte dei Servizi voglia chiudere la vicenda così. Nel 2021 hanno chiesto il DNA ai miei figli, sarebbe stato importante farlo prima. Strano che questa richiesta sia arrivata ora, dopo la sentenza del Tribunale di Roma”.

PROSEGUONO LE INDAGINI?

L’avvocato Licia D’Amico ha confermato le parole di Marisa, ribadendo la massima collaborazione della famiglia verso le indagini. Ma quel cadavere aveva tutt’altra storia e non poteva essere di Davide. Il fatto che una vicenda simile non sia su tutti i giornali è assurdo, anche perché le novità continuano a esserci: a gennaio 2022 è stato estratto – da parte degli inquirenti – il DNA della mamma di Davide a partire da alcuni oggetti conservati, come ad esempio una spazzola. La trasmissione su Cusano Tv, comunque, ha dato moltissimi altri spunti di cui ci occuperemo nel dettaglio nei prossimi giorni. È possibile intanto visionarla su Youtube integralmente, al link seguente: https://www.youtube.com/watch?v=4WqX0-d5GJY

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