Ieri mattina, alle 10.25, è arrivato sul binario due della stazione ferroviaria di Velletri un treno storico, organizzato dalla Fondazione FS Italiane, nell’ambito delle celebrazioni per il 160esimo dall’apertura della ferrovia Roma-Velletri messe a punto dalla Fondazione Magni-Mirisola e dall’Associazione Apassiferrati. Centinaia di curiosi hanno popolato le banchine di primo, secondo e terzo binario per aspettare il convoglio, composto da una D445, una D345, un carro postale, alcune carrozze tipo “Corbellini” (con una porta al centro) e alcune “Centoporte” di seconda e terza classe.
IL VIDEO DELL’ARRIVO
L’ARRIVO DEL TRENO
L’arrivo del treno fischiettante e la sua sosta in stazione ha consentito a grandi e piccini di visitare gli interni e salire sulle Locomotive, accompagnati dal personale della Fondazione FS. Un modo come un altro per scoprire la scomodità o comodità, a seconda dei punti di vista, dei treni di prima. Alcune di queste carrozze hanno rievocato i ricordi dei più grandi, che hanno potuto viaggiare proprio sulle Corbellini o sulle Centoporte negli anni Sessanta e Settanta da Velletri a Roma. L’avvento degli elettrotreni, su tutti le Ale 801/940 andate in pensione da una decina d’anni, ha poi modificato le abitudini dei pendolari veliterni. Una rarità, invece, vedere locomotive diesel come la D445 a Velletri (mentre sono tutt’ora in servizio su alcune linee secondarie, soprattutto in Toscana e Calabria, nelle nuove livree).

MOSTRA, FILATELIA E FERMODELLISMO
Nell’atrio della stazione è stata allestita sia la mostra del bravissimo Guido Giani, che ha esposto le stampe e i disegni del Ponte di Ghisa (impropriamente detto “di ferro”) che sorvola il fosso di S. Anatolia e che fu il primo in Italia. L’autore dei disegni ha guidato i visitatori con esaustive spiegazioni, mostrando i propri lavori e le proprie ricerche con le rilevazioni fotografiche di quanto resta dell’originale ponte. Sempre nell’atrio, un Point di Poste Italiane con annullo filatelico per le cartoline è stato a disposizione di appassionati e collezionisti, mentre l’antica sala d’attesa di I classe ha ospitato un plastico ferroviario a cura del Gruppo Fermodellistico Pontino messo a punto da Roberto Giovannoli.

CONFERENZA STAMPA PER IL MUSEO
Al Dopolavoro si è invece svolta la conferenza di presentazione del progetto del Museo, i cui lavori partiranno a breve negli appartamenti al piano superiore della stazione e di cui saranno poi comunicati i dettagli in un articolo a parte. Moltissimi curiosi, invece, hanno approfittato dell’apertura dell’Azienda Plasser & Theurer per visitare una realtà che lavora a Velletri da 59 anni (è l’unica sede in Italia) e che speso rimane ai margini. La Plasser si occupa di lavori e manutenzione sui binari di tutta Italia, a Velletri gestisce i binari quattro, cinque, sei della stazione più l’ex deposito locomotive con tanti capannoni a corredo per le officine e i lavori. In previsione c’è lo spostamento a Latina in uno stabilimento nuovo e più moderno, e ciò sarebbe una brutta perdita per la storia della stazione di Velletri e non solo. I convogli Plasser popolano la ferrovia anche di notte, quando si spostano da tutti i luoghi d’Italia a Velletri per revisioni, sistemazioni, interventi.

Presenti tante istituzioni: dall’onorevole Silvia Costa al Sindaco Orlando Pocci, dalla vice-Sindaca Giulia Ciafrei al presidente del Consiglio Sergio Andreozzi e all’Assessore Romano Favetta. Il treno è ripartito alla volta di Roma alle 17,25 incontrando l’accoglienza di appassionati e curiosi anche nelle stazioni intermedie (così come all’andata si era fermato a Pavona, Cecchina e Lanuvio, in quest’ultimo paese accolto dal Sindaco Galieti che per l’occasione ha aperto i musei per i turisti che hanno deciso di fermarsi nell’antica Civita). Una prima occasione con molto riscontro, in attesa di successive iniziative, magari proprio con il treno a vapore che manca dalle nostre zone ormai da anni.



