Quel lunedì non ci furono assenze. La dottoressa che nella sua carriera mai aveva affrontato l’argomento dinanzi a tanti ragazzi, pur essendo mamma, abituata cioè a spiegare alla figlia (16 anni) i vari meccanismi dell’attività sessuale nell’essere umano, sentì ugualmente il disagio di chi sa e sa bene, ma non sa come dire…
Mi prestai volentieri a fare da intermediario, tanto quanto fu necessario per rompere il ghiaccio… Poi, il dialogo tra i ragazzi e la dottoressa si svolse sereno, anche se crudo nella verità dei fatti. A me fu assegnato il compito di approfondire con esempi concreti le dinamiche amorose interpersonali. Lo schema del discorso lo ricavammo dagli stessi scritti dei ragazzi. Fu una bella esperienza quella: molti dubbi vennero chiariti, tante paure furono ridimensionate, anche se per alcune ragazze fu necessario in seguito qualche altro intervento chiarificatore.
I cresimandi avevano scritto molto sull’argomento e, nonostante la loro giovane età, a leggerli davano dimostrazione di assennatezza e di equilibrio impensabili.
Angela – La cosa più brutta è avere dubbi e non sapere a chi chiedere spiegazioni. Mi sono trovata in questa situazione tante volte e avevo paura di chiedere una cosa che poi magari sarebbe risultata sciocca o scontata…
Sono felice di avere un bel rapporto con questo argomento, non ci vedo malizia, anzi, credo sia una delle cose più dolci e naturali del mondo. Mi piace far capire quello che penso in merito e trasmettere le mie emozioni, ma non ci riesco per la maggior parte delle volte. Ho una visione bella del sesso e dell’amore, se vogliamo fare una distinzione fra le due cose, solo se fatto con responsabilità, ma non soltanto responsabilità di tipo preventivo, quanto una responsabilità morale, in quanto penso non si capisca il vero senso di questo atto fin tanto che non si raggiunge una maturità tale che ti dia sicurezza e capacità decisionale…
Quale valore dare, per esempio, all’espressione “…fin tanto che non si raggiunge una maturità tale che ti dia sicurezza e capacità decisionale…”? E’ possibile per un attimo sospendere i criteri tradizionali che regolano in modo drastico gli atti sessuali, secondo la morale cattolica, e lasciare spazio alle coscienze che con scrupolosa serietà si pongono lo stesso problema, dando soluzioni pregne di sincera responsabilità, anche se di diverso taglio?
Forse in privato con qualche prete si riesce a fare un discorso più approfondito in materia, ma se si pretende poi da lui che ripeta le stesse cose pubblicamente, non sarà mai possibile, perché la paura lo bloccherà e tornerà a gridare ai quattro venti che la morale cattolica è una e ben chiara, e chi coscientemente se ne allontana fa del relativismo, e chi fa del relativismo si mette contro, e chi si mette contro sta fuori.
Angela così conclude il suo discorso.
Una cosa che vorrei puntualizzare e che non condivido assolutamente è il sesso (o amore) solo dopo il matrimonio, anzi credo che tenda a completare il rapporto tra uomo e donna e che determini una buona parte di compatibilità fra loro. Molte volte si capiscono cose che senza aver fatto l’amore non avresti mai capito.
Angela chiama questo suo modo di pensare e di agire “responsabilità morale”, noi preti, invece, continuiamo a chiamarlo “peccato”.
Gianna – Oggi è molto facile avere notizie sul sesso. A scuola se ne parla molto, non è più come prima che era tutto più pudico e “le esperienze” si facevano senza che nessuno ti desse notizie. L’educazione sessuale, quindi, è, se posso osare, uno studio dove noi giovani possiamo attingere informazioni su precauzioni per evitare eventuali malattie. L’educazione all’amore, secondo me, è il sentimento vero e proprio verso l’altra persona che si decide di amare.
A Gianna le persone esperte hanno detto che, se si vuole fare sesso, è bene prendere delle precauzioni, è bene pretendere dal maschietto che indossi il preservativo, possibilmente di buona qualità.
A Gianna i genitori hanno raccomandato di usare la pillola, se proprio ha deciso di avere rapporti intimi…
L’insegnate di religione a Gianna dirà di mantenersi vergine fino al matrimonio, perché è questo il modo più sicuro per evitare malattie e sorprese d’altro genere; perché è questa la scelta migliore per onorare la volontà di Dio.
Gianna a chi darà retta?
Ines – I “grandi” si preoccupano molto di questo e vogliono a tutti i costi che noi riceviamo un’adeguata educazione per evitare sbagli imperdonabili e senza rimedio. Ma devo ancora vedere qualcuno che si preoccupi di “educarci all’amore”, a quello vero, non a quello che può esserci solo per raggiungere secondi fini. Questo è realmente dannoso, a livello sentimentale. È, sì, importante essere ben informati per non commettere errori, ma è altrettanto importante essere in grado di decidere quando e con chi scoprire questo “nuovo mondo”.
Le ragazze nei loro sogni pensano alla verginità come a qualcosa di prezioso da regalare un giorno all’Amore. Il problema sta nel saper riconoscere l’amore, quello vero. Ines desidera che qualcuno le dia delle indicazioni precise… per non fallire.



