Sara Solinas, tra Consiglio e Commissione Pari Opportunità: “Il coinvolgimento attivo della cittadinanza una priorità”

Sara Solinas, consigliera comunale del Partito Democratico e membra della Commissione Pari Opportunità del Comune di Velletri, in questa intervista fa il punto sulle attività svolte in quasi quattro anni di lavoro in sella all’Amministrazione Pocci. Tante iniziative, dalla panchina della gentilezza allo Sportello di Ascolto, passando per la delibera sull’onomastica e sui programmi fino a fine anno, con uno sguardo al futuro viste le Amministrative previste per il 2023.

Prima esperienza da consigliera comunale, vuole dare un primo rapido giudizio a circa un anno dalla fine del mandato?

Un’esperienza stimolante, una sfida complessa che mi ha permesso di crescere politicamente e personalmente, cercando nuovi modi di fare sintesi e ampliare le prospettive e i punti di vista.

Molto è stato fatto nel campo delle Pari Opportunità, fino a poco tempo fa anche con il sostegno di Romina Trenta. Il suo esempio oggi è per voi esortazione a lavorare meglio, come sottolineato in occasione dell’inaugurazione della panchina della gentilezza?

Romina è stata per la nostra comunità esempio di accoglienza, ascolto e gentilezza; in prima linea nella lotta per i diritti civili e promotrice di una cultura del rispetto. Con le donne, e contro ogni violenza. La strada tracciata da Romina sulle politiche di genere ci permette di camminare con gli stessi obiettivi e con una forte motivazione ad andare avanti e tenere alta l’attenzione nella lotta per i diritti.

Che valore ha la nuova abitudine alla corretta declinazione dei ruoli, da consigliere a consigliera, da assessore ad assessora? È stata assimilata o è ancora da rodare?

Il primo gesto rivoluzionario, diceva Rosa Luxemburg, è chiamare le cose con il loro vero nome. Attraverso il linguaggio ci definiamo, trasmettiamo e riceviamo informazioni, diamo una definizione di noi, delle nostre idee, dei nostri valori. Certamente quello del linguaggio è un argomento “giovane” nel campo delle pari opportunità e certamente la lingua non è qualcosa che si modifica con un regolamento o una delibera comunale. Eppure, in quei cambi di desinenza passa il riscatto del femminile e si rompono stereotipi che tendono ad appiattire e rendere invisibile l’immagine della donna. E se all’inizio non sono mancate polemiche e semplici ironie, ora mi accorgo che con sempre più naturalezza, anche all’interno del consiglio comunale, vengono utilizzate le desinenze nel rispetto del genere. Modificare la prospettiva alle parole è un modo di mettere in atto dei cambiamenti, inclusivi e rispettosi.

Nell’ultimo mese, per l’8 Marzo, tante iniziative per la Festa della Donna. Soddisfatta di quanto proposto? Può diventare un appuntamento annuale quello delle celebrazioni per l’8 Marzo?

Nella Giornata internazionale della donna proponiamo da sempre iniziative e progetti volti al dibattito e alla sensibilizzazione dell’emancipazione femminile. Ogni giorno le donne lottano per abbattere stereotipi e limitazioni, per questo ricorrenze come la Festa della Donna dovrebbero servire come promemoria delle tante battaglie che le donne devono combattere. Dal 2019 portiamo avanti il progetto “LOTTO PER ME”, e affrontiamo i temi dell’emancipazione femminile, della lotta ai pregiudizi di genere e dei diritti delle donne coinvolgendo le scuole e la comunità tutta.

L’amministrazione comunale ha impresso, a suo avviso, un cambio di passo globale sulla questione di genere o c’è ancora da lavorare?

L’amministrazione comunale si è mostrata pronta ad accogliere e far proprie le proposte relative alle pari opportunità. Per un cambio di passo è però necessario del tempo, un tempo che consenta l’assimilazione del cambiamento e renda naturale e automatico un processo che, in prima battuta, può sembrare imposto, proprio perché culturalmente non usuale; solo modificando la visione si possono attuare dei cambiamenti inclusivi, paritari e rispettosi.

Parliamo di politica in relazione all’attualità: essere amministratori in tempi pandemici che responsabilità porta con sé? L’Amministrazione Pocci come ha gestito l’emergenza, dal suo punto di vista?

La pandemia ci ha messo di fronte a grandi prove, personali, sociali ed esistenziali. Il timore dell’imprevedibilità, il senso di impotenza, la paura della vicinanza e del contagio, le tante morti in solitudine; per non parlare degli aspetti sociali dalla sospensione delle scuole, alla paura per le sorti del proprio lavoro fino alle famiglie chiuse dentro casa, non sempre in ambienti e condizioni ottimali. Un fenomeno trasversale che ha colpito ogni ambito delle nostre vite. In questo scenario l’amministrazione si è subito attivata nel sostenere e rassicurare la comunità fornendo tutte le informazioni utili a capire la complessità dei tempi pandemici e parallelamente ha attivato i servizi per dare una risposta repentina nel fornire sostegno a chi ha sofferto maggiormente lo stop imposto dal lockdown.

Il PD, di cui lei è parte, ha avviato una nuova fase con l’elezione del nuovo segretario Cimmino: che segnale si è voluto dare a iscritti, simpatizzanti e cittadini?

Il PD ha saputo rinnovarsi ancora una volta, dopo Giorgio Zaccagnini, bravo segretario e valido collega in consiglio comunale, con Gabriele Cimmino abbiamo eletto un segretario che è anche giovane, ma soprattutto competente e appassionato. Una nuova fase certamente che guarda al futuro ed è pronta a tenere il passo nell’affrontare le nuove sfide che ci attendono. 

Nella consueta dialettica consiliare, come valuta le defezioni avute dalla maggioranza in aula?

Ognuno sceglie dove stare, chi ha lasciato la maggioranza sono certa lo abbia fatto cercando di migliorarsi. Personalmente, nella mia visione romantica della politica, la coerenza ideologica è un valore essenziale.

A livello comunale, sono già iniziate le grandi manovre per le prossime amministrative 2023 o è ancora presto? E lei sarà di nuovo in campo?

Guardare avanti e iniziare a pianificare ritengo sia una saggia strategia. Per quanto mi riguarda l’esperienza consiliare è stata molto stimolante, ma anche faticosa. Certo è che la sfida politica e amministrativa resta affascinante, soprattutto perché offre la possibilità di impegnarsi concretamente per la nostra comunità.

Quali sono i risultati conseguiti, da consigliera comunale, che le danno più soddisfazione e fiducia per il futuro?

Le politiche di genere hanno caratterizzato e caratterizzano il mio impegno in consiglio comunale. Sono orgogliosa di aver promosso, con le mie colleghe della commissione, il corso di formazione per la polizia locale sulla violenza di genere, e soprattutto l’apertura dello sportello antiviolenza ormai prossima, stiamo solo aspettando i mobili donati dalla Volsca Ambiente e Servizi, che colgo l’occasione di ringraziare pubblicamente.  Provando a fare una classifica della soddisfazione, al primo posto inserisco la prevenzione che facciamo nelle scuole, sono certa che ogni dubbio, ogni curiosità e ogni confronto, saranno semi che germoglieranno a tutela delle ragazze e dei ragazzi di domani.

Spesso c’è distacco tra cittadini e istituzioni: essendo all’interno di queste ultime, come si spiega tale gap e cosa si può fare per colmarlo?

In questi anni di populismo, aggravati anche dalla pessima gestione dei social, è mancata la competenza che ha tracciato un solco ampio tra cittadini e istituzioni, un divario che si colma con la passione, lo studio, la buona informazione. L’impegno politico non è un obbligo ma neanche un hobby, chi sceglie di rappresentare la comunità deve avere la consapevolezza che si tratta di un impegno che richiede tempo e sacrificio.  Altro elemento da tenere in considerazione è la comunicazione, i social hanno il potere di arrivare velocemente e dappertutto, ma se non si fa attenzione ai contenuti si possono semplificare fenomeni complicati che sminuiscono il lavoro invece complesso che l’amministrazione è chiamata a svolgere.  Ritengo infine, che il coinvolgimento attivo della cittadinanza debba essere la priorità, il confronto costante con associazioni, professionisti e con la comunità tutta è l’assoluta direzione per mantenere contatto e vicinanza con la collettività che può sentirsi parte del progetto amministrativo. 

Quali sono i progetti che con la Commissione Pari Opportunità avete in cantiere, da qui a fine anno?

Detto dello sportello antiviolenza che si troverà presso via della Neve, e sarà attivo due giorni a settimana, non mancheranno durante l’anno iniziative culturali e sociali riguardanti il tema delle Pari opportunità intese come prevenzione e contrasto a ogni forma e causa di discriminazione diretta o indiretta nei confronti di persone.

Lei, insieme alla Commissione, ha lavorato molto sulla rete coinvolgendo tribunale, specialisti, professionisti e sportelli d’ascolto. I risultati si vedono? È questo il binario su cui insistere per sensibilizzare e prevenire su certi temi?

Sì! Solo in una prospettiva di rete in cui tutti i servizi coinvolti collaborano e tramite la quale ognuno può agire le proprie competenze, si può svolgere un’adeguata azione preventiva e di intervento. 

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