Romolo Tranquilli, il fratello “sovversivo” di Ignazio Silone che visse a Velletri

La storia nazionale e la storia locale spesso si intersecano. Tali incroci non vanno dimenticati, e il ruolo della narrazione storica consiste proprio nel riportarli alla luce con l’ausilio del giornalismo. È storia nota che a cavallo fra Ottocento e Novecento la città di Velletri contribuì alle tante battaglie civili e sociali con una serie di cittadini, anche illustri, annoverati quali sovversivi. Avvocati, notai, insegnanti, contadini, uomini e donne di ogni estrazione sociale. Molti di questi diventeranno poi Sindaci o amministratori della città, come per esempio Alfonso Alfonsi o Mario Barbetta.

I SOVVERSIVI

In questa lunga lista non mancano nomi sorprendenti. I cosiddetti “sovversivi”, con l’avvento del Regime Fascista, furono schedati in un Casellario Politico Centrale che annotava tutti i dettagli di queste persone potenzialmente pericolose. Moltissimi i veliterni inseriti, oltre centocinquanta: su tale argomento la ricerca di Antonietta Lucchetti, docente e storica, insieme all’Associazione Memoria ‘900 farà luce tramite il progetto delle “Storie da una città che non si arrese”.

ROMOLO TRANQUILLI

Ci sono però anche i non veliterni, tra cui il fratello di Ignazio Silone, uno dei più importanti scrittori e critici letterari del Novecento. Ignazio Silone si chiamava in realtà Secondino Tranquilli e ha collezionato dieci candidature al Premio Nobel per la Letteratura, noto ai più come l’autore di “Fontamara”. Suo fratello, Romolo Tranquilli, giunse a Velletri nel 1921, per frequentare il Liceo del Convitto Comunale, ospitato da un maestro. Nativo di Pescina, proprio come Ignazio, ricorda l’esperienza della scuola veliterna come una splendida condivisione di idee con i compagni di classe e questa testimonianza è stata scovata proprio da Antonietta Lucchetti nel Casellario. Era il fratello minore dello scrittore, aveva quattro anni in meno.

L’AMORE CON DAVINA

A Velletri Romolo Tranquilli trovò anche l’amore, instaurando una relazione con la veliterna Davina Sergenti, anch’essa residente in città. Tra loro vi fu una fitta corrispondenza postale, proseguita anche dopo che Tranquilli finì la scuola senza ottenere la licenza. Le lettere furono sequestrate dalla Polizia di Velletri nel 1928 a seguito di una perquisizione in casa di Davina.

IL RAPPORTO CON IGNAZIO

Tranquilli aveva un rapporto di grande affetto con suo fratello maggiore, ma il destino li separò precocemente. Romolo, infatti, morì ad appena 28 anni nel 1932 e le cause del decesso sono probabilmente da ascrivere alle durissime condizioni patite in carcere. Il Tribunale speciale lo aveva infatti condannato, oltre alla vigilanza e all’interdizione, a ben dodici anni di reclusione. Dietro le sbarre si ammalò e la malattia non gli lasciò scampo.

Lo scrittore Ignazio Silone

UN LUTTO MAI ELABORATO

Un lutto che lo stesso Ignazio Silone ha più volte ricordato come un qualcosa di mai veramente elaborato o superato. In diversi momenti, infatti, lo scrittore ha ricordato la ferita sanguinosa della morte di suo fratello, un terribile fardello che si portò dietro per sempre.

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