Nei Paesi Bassi il match mondiale di dama internazionale

In questi giorni si stanno svolgendo a Wageningen, nei Paesi Bassi, i due match mondiali di dama internazionale che assegneranno i titoli di Campione del Mondo FMJD di dama internazionale assoluto e femminile. Il match assoluto vede opposti il campione in carica, l’ucraino Yuriy Anikieiev e lo sfidante, l’olandese Jan Groenendijk, entrambi GMI(Grande Maestro Internazionale). Il match femminile è tra la campionessa in carica, l’ucraina Viktoriia Motrichko, e la sfidante, la giocatrice con doppia cittadinanza ucraina e russa Darya Tkachenko, che però gareggia sotto bandiera olandese.

Come si arriva al match mondiale
Ogni anno la FMJD(Fédération Mondiale Jeu de Dames) assegna questi titoli mondiali ma con formati diversi su cicli di quattro anni. Negli anni pari il campione si determina con la disputa di un match mentre in quelli dispari con tornei a 20 o 40 giocatori. Il campione in carica GMI Yuriy Anikieiev ha ottenuto il suo primo titolo mondiale assoluto nel campionato del 2023 tenuto in Curaçao e quest’anno avrebbe dovuto sfidare il vincitore del match 2022, l’olandese GMI Roel Boomstra, che però nel frattempo si è ritirato dal gioco professionale, aprendo la strada al secondo classificato del torneo in Curaçao, ovvero il GMI Jan Groenendijk. Per quanto riguarda il match femminile, anche in questo caso la vincitrice del torneo femminile in Curaçao MI(Maestro Internazionale) Viktoriia Motrichko sta sfidando la seconda classificata MF(Maestro Federale) Darya Tkachenko, dato che il titolo femminile 2022 non è stato assegnato.

La sede di gara e il formato di gioco
I quattro atleti si stanno sfidando nel municipio di Wageningen e in particolare i contendenti al titolo assoluto stanno incrociano le pedine sul tavolo originale su cui è stata firmata la capitolazione delle forze naziste nei Paesi Bassi nel 1945, mentre le donne su una replica di esso. Entrambi i match saranno diretti da un arbitro internazionale, l’americana Lyublyana Turiy, e avranno il seguente formato: si inizia con 12 partite a tempo classico, ovvero 90 minuti a testa per giocare 45 mosse e a partire dalla 46-esima si aggiungono 30 minuti a testa e un tempo di ricarica di 30 secondi a mossa. Un match è dichiarato vinto se alla fine delle 12 partite uno dei due giocatori ha più vittorie, con un minimo di due. In tutti gli altri casi si giunge al tie-break, giocato con cadenze più veloci. In ogni caso conosceremo i nomi dei vincitori non più tardi del 31 dicembre.

Dove vedere le partite commentate
Le partite possono essere seguite in diretta in due lingue: in olandese è disponibile un commento tecnico di altissima qualità sul canale Youtube del KNDB(Federazione Damistica Olandese) condotto dall’allenatrice della nazionale femminile olandese Ester Van Muijen che si avvarrà delle analisi di ospiti di livello eccelso come i campioni mondiali del passato Ton Sijbrands e Harm Wiersma. In inglese è disponibile il commento di Damian Reszka, varie volte campione assoluto polacco ed ex-presidente della Federazione Damistica Polacca, sui suoi canali Youtube e Twitch.

La storia della dama internazionale
L’origine della dama internazionale, ovvero la dama 10×10, non è certa ma negli anni alcuni storici come Arie Van Der Stoep hanno provato a ricostruirne i passi. Ci sono delle ipotesi che la damiera a 100 caselle venisse usata già tra il 1300 e il 1400 mentre è provata la sua vasta presenza nei Paesi Bassi dalla fine del 17-esimo secolo. La dama internazionale viene anche chiamata dama polacca, da un trattato in lingua francese che ne romanza la storia raccontando come questa variante sia nata dall’incontro tra un nobile polacco e un ufficiale francese. Mentre sembra che questa sia solo una leggenda, in quanto non si hanno evidenze, un’altra tesi per questo nome deriva dal fatto che in olandese la parola “polacco” indicava qualcosa di strano o divertente, e il fatto che la dama 10×10 si giocasse con 20 pedine a testa invece che con 15 poteva essere considerato insolito. In ogni caso non stupisce che un ruolo centrale nello sviluppo del gioco sia stato giocato dai Paesi Bassi, il paese che con l’Unione Sovietica ha più contribuito a questo scopo.

Cosa sta facendo la Federazione Italiana Dama(FID)

Ad oggi nessun italiano è stato in grado di avvicinarsi al massimo titolo mondiale ma stiamo assistendo ad una crescita sistematica dei livelli di competitività in tutte le categorie di età che fanno ben sperare per il futuro. La FID ha messo in piedi negli anni un sistema di sviluppo dei talenti, favorendone le partecipazioni internazionali, in particolare giovanili, e alzando sempre di più gli standard formativi con la trasmissione di competenze da parte dei giocatori più esperti. La FID, secondo il rapporto Sport e Salute 2024, è la Disciplina Sportiva Associata del CONI che conta il maggior numero di tesserati attivi e c’è ancora del potenziale inespresso in molti territori sia in termini quantitativi che qualitativi. Al fine di perseguire questo scopo, la federazione promuove il progetto “Dama a Scuola” che vede un sempre maggiore interesse da parte delle scuole, che possono rappresentare un bacino inesauribile di nuove leve.

Che ruolo possono giocare il Circolo Damistico Veliterno e la città di Velletri
Negli ultimi anni la presenza del Circolo Damistico Veliterno sui giornali locali si è moltiplicata grazie ai numerosi successi e alle partecipazioni internazionali degli atleti dell’ASD, a dimostrazione di capacità sempre maggiori nella preparazione degli atleti di alto livello e nella formazione di nuovi giocatori. Al fine di raggiungere il maggior numero di potenziali appassionati, il Circolo Damistico Veliterno è in prima linea in attività di divulgazione e nel coinvolgimento delle scuole nell’attivazione di progetti come il “Dama a Scuola” e con l’impegno di tutti gli attori, in particolare gli istituti scolastici, si può contribuire sempre di più a rafforzare questa disciplina che promuove un ambiente sportivo sano e competitivo, con l’obiettivo finale del movimento damistico globale di vedere una damiera alle Olimpiadi.

Gabriele D’Amora

Post correlati