Come dispone il codice di diritto canonico al canone 401 i vescovi al compimento del 75esimo anno di età sono tenuti a presentare la rinuncia alla loro diocesi. Così ha fatto Mons. Vincenzo Apicella lo scorso 22 Gennaio. La rinuncia è stata accolta e allo scadere del segreto pontificio è stata resa pubblica contemporaneamente nella sede della CEI dal Cardinale Bassetti e nella Cattedrale di San Clemente a Velletri dal cancelliere Mons. Angelo Mancini la nomina a Vescovo di Velletri – Segni di Mons. Stefano Russo.
IL NUOVO VESCOVO
Mons. Russo è l’attuale segretario della conferenza episcopale italiana ed è il quinto vescovo residenziale dopo gli stravolgimenti istituzionali del 1962 e quelli territoriali del 1967. La diocesi di Velletri, come le altre diocesi suburbicarie nel 1962, furono oggetto di una riforma da parte di San Giovanni XXIII che volendole equiparare a tutte le altre sedi tolse la potestà di governo ai Cardinali Vescovi che le mantengono in titolo e l’ha trasferì ad un vescovo con l’obbligo di risiedere nel territorio della diocesi.
Per Velletri questa riforma venne applicata solo nel 1965 con la morte del Cardinale Clemente Micara, però non venne nominato subito un vescovo ma un amministratore apostolico nella persona di Mons. Pintonello, e nel 1967 venne staccato dal territorio ricadente in provincia di Roma quello ricadente in provincia di Latina per creare una nuova diocesi che potesse corrispondere con il territorio della provincia pontina. Velletri rimasta con le sole parrocchie urbane e quella di Lariano venne data in amministrazione apostolica a Mons. Luigi Punzolo che ricevette con lo stesso titolo anche quella di Segni.
Nel 1975 dopo dieci anni dalla morte dell’ultimo ordinario diocesano, il Cardinale Micara, finalmente arriva un Vescovo alle unite diocesi in persona episcopi di Velletri e Segni si tratta di Mons. Dante Bernini. Il nuovo vescovo si trova davanti un difficile compito quello di avviare il processo di fusione tra le due antiche e gloriose porzioni di chiesa cercando di conciliare le differenti vedute e tradizioni dei due presbiteri. Ma l’animo umano di Don Dante e la sua rettitudine superano ogni ostacolo. Il processo di fusione di concretizza con Mons. Martino Gomiero nel 1986 e saldarsi durante gli episcopati di Mons. Andrea Maria Erba e di Mons. Vincenzo Apicella.
Ora il timone della nave della chiesa veliterna – segnina passa Mons. Russo, scopriamo chi è il nuovo Vescovo.
Sessantuno anni, monsignor Russo è originario di Ascoli Piceno dove è nato il 26 agosto 1961. Nel 1990 ha conseguito la laurea in Architettura all’università di Pescara, frequentando poi i corsi per il Baccalaureato in Teologia presso la Pontificia Università Lateranense. Solo un anno dopo l’ordinazione presbiteriale.
Per molti anni, dal 1990 al 2007, è stato presidente della Commissione Arte Sacra e Beni Culturali della diocesi di Ascoli Piceno e Incaricato per i Beni Culturali Ecclesiastici. Si è occupato anche di coordinare l’ufficio diocesano per gli interventi di recupero degli edifici di valore storico-artistico danneggiati dal terremoto nelle Marche. La competenza e la passione per l’arte lo hanno portato a ricoprire, per 10 anni fino al 2015, il ruolo di responsabile del Comitato dell’Ufficio Nazionale Beni Culturali Ecclesiastici della Cei. Il 18 marzo 2016 è stato nominato vescovo di Fabriano-Matelica. Due anni dopo è diventato segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana.
LE PAROLE DEL VESCOVO RUSSO
In un messaggio di saluto, monsignor Russo ha ringraziato il Papa per la fiducia e il cardinale Bassetti, presidente della Cei, per l’accompagnamento soprattutto in questi anni difficili segnati dalla pandemia. “Ogni chiamata – ha scritto il nuovo vescovo di Velletri – Segni – è una sorta di capovolgimento. In tutte queste chiamate ho amato la Chiesa e ho cercato di voler bene a tutte le persone che ho incontrato: vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose, laici e laiche”. Bassetti a sua volta ha ringraziato monsignor Russo per il lavoro svolto e per il “vivo esempio di amore alla Chiesa” perchè si è speso senza riserve.





