Libertà, autonomia, cultura: intervista all’Associazione “Chi dice donna”

C’è una realtà effervescente che vive, progetta e realizza in quel di Giulianello, lo splendido borgo fra Cori e Velletri che presenta bellezze naturalistiche uniche nel suo genere e scorci da far invidia ai migliori paesini d’Italia. Si chiama “Chi dice donna” e fa cultura a trecentosessanta gradi, tutta al femminile e protesa nel combattere gli stereotipi sui ruoli di genere. Un’associazione che ha ormai una storia ultradecennale e continua a essere punto di riferimento – culturale e sociale – per tutta Giulianello e non solo, dato che gli eventi hanno travalicato i confini territoriali e veicolano messaggi universali.

Come è nata la vostra Associazione, ormai attiva sin dal 2010? Cosa vi ha spinto dodici anni fa a riunirvi in una realtà dinamica e viva come Giulianello?

Chi dice donna” è un’associazione culturale nata nel 2010  composta da sole donne che opera sul territorio di Giulianello e dintorni, nell’ambito sociale-ricreativo. Nasce dall’esigenza, ma soprattutto dalla consapevolezza di quanto sia importante valorizzare la donna a tutto tondo e non relegarla ai soliti stereotipi sui ruoli di genere. Ci piace accogliere le donne di tutte le età, senza alcuna distinzione riguardo la provenienza. Molte delle quali segnate da destini crudeli che hanno saputo tirare fuori da questi dolorosi accadimenti, una forza, un coraggio ed una creatività che trasporta chi le incontra in un mondo fatto di progetti, tradizioni, contatti, scambi, allegria, confronto, gioia e tenerezza. Ci siamo messe in gioco dando l’opportunità a ognuna di noi di dedicarsi alle attività alle quali eravamo più inclini. Infatti ciascuna ha offerto la personale esperienza e le proprie capacità al servizio di tutte e proprio questo coinvolgimento ha creato un gruppo molto affiatato permettendo, dunque, lo sviluppo delle attività che ora svolgiamo. Queste ultime spaziano dal laboratorio “Mani in pasta” al Teatro e alle tante iniziative che organizziamo dal 2010 come ad esempio il concorso fotografico tenutosi nel febbraio del 2014 e l’evento perno della nostra associazione che è quello de “La Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne”.. Insomma il nostro obiettivo è quello di non dimenticare mai l’importanza della centralità della donna e sentirci libere e autonome nella nostra vita.

Il nome è casuale? Perché proprio “Chi dice donna…”?

Durante le prove del nostro primo spettacolo teatrale del 2010 (che stiamo rimettendo in scena quest’anno “Giuliano racconta”) ci siamo rese conto che dovevamo identificarci con un nome. Quindi ognuna di noi ha proposto qualcosa, ma poi la nostra attenzione si è concentrata sul proverbio “Chi dice donna dice danno” e analizzandolo abbiamo deciso ovviamente di eliminare la parola danno e sostituirla con dei punti di sospensione che lasciano intendere una lista infinita di cose che le donne possono fare.

Avete iniziato con diversi spettacoli teatrali, collaborando con professionisti e professioniste del territorio: una strada che state proseguendo?

Sì la stiamo proseguendo. Quella teatrale è una delle attività cui teniamo moltissimo. Nel mese di ottobre metteremo in scena “Giuliano racconta…”.  Una nuova versione dello spettacolo teatrale con il quale abbiamo esordito nel 2010. Questa piéce sarà composta da sei scene che andranno a comporsi nel piccolo borgo, raccontando la vita, gli usi e i costumi del paese agli inizi del Novecento. Tale rappresentazione sarà in dialetto “Giulianese”, proprio per mantenere viva la nostra cultura linguistica e recuperare in qualche modo vocaboli arcaici nel tentativo di tramandarli alle generazioni future. Una Giulianello tutta da scoprire insomma, tra sketch esilaranti, innovazione tecnologica, momenti di storia di vita vissuta e canti popolari.

Per tre anni, dal 2012 al 2014, avete realizzato anche dei calendari: che tipo di calendari erano?

L’Associazione chi dice donna” ha realizzato i calendari grazie all’aiuto dei fotografi locali: Image Service di Giuseppe Coppola, Sofia Bucci e Mario Angiello. Al fine di autofinanziarci con contributi volontari. Ogni anno trattava un argomento diverso. Nell’ultima edizione del 2020, abbiamo riprodotto foto delle associate alle prese con i lavori all’uncinetto e ai ferri.

C’è anche, nel vostro curriculum, un evento multiculturale: di che si tratta?

Questo evento si chiama “Il mondo in un paese”. Si tratta di una giornata dedicata alla conoscenza delle etnie residenti sul territorio comunale, secondo il principio della multiculturalità intesa come ricchezza, scambio e condivisione. Organizzando anche nel borgo, musiche, canti, balli ed artigianato internazionale con un mercatino multietnico.

Tra i vari eventi che avete prodotto ricordiamo i corsi di pasta all’uovo, ricamo, cucito: la vostra mission è riscoprire le tradizioni su cui si è sempre basato il paese?

Certamente. Questo è un caposaldo della nostra associazione. Tramandare e rispettare le tradizioni è importantissimo per un popolo perché ne definisce l’anima e l’identità. Se un popolo non avesse delle tradizioni non esisterebbe e nessuno lo conoscerebbe; e il bello del mondo è proprio la varietà di usi e costumi.

Quali sono i progetti futuri dell’Associazione per il borgo di Giulianello?

In questo momento stiamo lavorando su diversi progetti, ma quelli a breve termine sui quali ci stiamo concentrando sono:

La messa in scena dello spettacolo teatrale di cui parlavo prima;

L’organizzazione della “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”;

Gli addobbi di Natale

Partecipazione a “Gomitolorosa4arts” concorso a premi per la selezione della migliore opera d’arte in lana.

L’identità territoriale quanto è importante per una realtà come la vostra che opera in un contesto come quello di Giulianello?

L’identità territoriale è molto importante per noi perché su questa identità si basa la ricerca collettiva che si manifesta poi attraverso il nostro lavoro sia in campo culturale, come il teatro dialettale e canti popolari, che nella riscoperta di sapori antichi e lavori manuali che, se non resi vivi dalla nostra continua ricerca, andrebbero persi per sempre.

Tra le varie iniziative, ce n’è una particolarmente d’impatto che ha a che fare con l’uncinetto: ce la racconta?

Quella dell’uncinetto è una attività che abbiamo iniziato qualche anno fa in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Abbiamo voluto valorizzare una delle tradizioni del nostro borgo che è quella appunto del lavoro all’uncinetto, tappezzando Giulianello con le pezze di lana, cucite da tutte le donne che si sono messe a disposizione. Siamo partite dalla rotonda al centro del piccolo borgo corese di Giulianello e arrivate fino alla chiesa, per costruire un percorso fatto di gioia, di colore e soprattutto di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. Ogni pezza di lana rappresentava la vita di una donna e tutte queste hanno colorato il centro del paese. Siamo dunque partite da questo importante evento per poi far diventare, quella dell’uncinetto, un nostro tratto distintivo.

Com’è la risposta dei cittadini alle vostre iniziative? C’è margine di crescita?

La risposta dei nostri concittadini è decisamente positiva. Piacciono le nostre iniziative perché tendono a valorizzare il borgo con i lavori all’uncinetto che abbelliscono gli arredi urbani e ultimamente alcuni di questi messi in mostra in uno spazio tutto nostro: “La Cantina”, sita nel centro storico del paese. Ci piace pensare che questa possa diventare un punto di riferimento per turisti e anche per le nuove leve alle quali si possono far conoscere i mestieri antichi e le tradizioni del nostro paese. “La Cantina” per noi è stato un grandissimo obiettivo raggiunto, ma ovviamente c’è un ampio margine di crescita. Le idee delle donne dell’Associazione sono tante e tutte insieme le analizziamo, le miglioriamo e soprattutto LE REALIZZIAMO.    

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