La giovane poetessa di Velletri, Maria Cristina Felci, torna in libreria con un’altra raccolta antologica. “Parola di potere”, questo il titolo del volume, sarà presentato il 30 giugno alla Sala Tersicore alle 17 con gli interventi del direttore di Luoghinteriori, Antonio Vella, e della storica Patrizia Audino e insieme ad un altro autore, Renato Mammucari. Classe 1985, Maria Cristina Felci sfiora le potenzialità della parola, le accarezza e con esse punta all’interiorità del mondo umano. In questa intervista abbiamo cercato di saperne di più, sia per quanto riguarda l’ultimo libro che la sua attività letteraria in generale.
La tua ultima fatica letteraria si intitola “Parola di potere”: un gioco allusivo, dato che la poesia si fonda sul potere della parola?
Il titolo della mia ultima raccolta, “Parola di potere”, allude sicuramente alla potenzialità della parola, soprattutto in ambito poetico, dove attraverso il linguaggio sintetico, evocativo e per lo più simbolico, si riesce a penetrare nella profondità del mondo interiore umano. Inoltre, ho sempre pensato che la parola abbia un potere magico, alchemico, nascosto al suo interno. La parola, la comunicazione, muove l’intera società, ha senza dubbio un potere grandissimo, e saperla usare in maniera opportuna, e con parsimonia, dovrebbe rappresentare un atto di responsabilità. E’ importante nella poesia, come nella scrittura in generale, saper armonizzare le parole.
In uno degli estratti che sono stati pubblicati anche dalla casa editrice in diversi post indichi i “frutti buoni dell’esistenza”: quali sono e perchè?
“La Vita serve te, e te servi la vita. Tutto è a tuo servizio, ma nulla ti appartiene”, recitano alcuni versi della poesia “I frutti buoni dell’esistenza”. Credo che sia proprio questo movimento ciclico di libero scambio tra noi e l’esistenza, ciò che dovrebbe farci riflettere. Crediamo illusoriamente di possedere cose, persone, ma in realtà non è così. L’unico frutto buono dell’esistenza, è la Libertà di Essere ciò che siamo, senza farci manipolare da chi ci vorrebbe soltanto dei consumatori compulsivi. Quindi la Libertà, la Pace, l’Amore…tutte le Vere espressioni dell’Anima umana, sono i frutti buoni dell’esistenza.

Comunicare la potenza della vita: perchè hai scelto la poesia per farlo?
Nonostante sia un mezzo letterario di nicchia, credo che la poesia, quando è costruttiva, armoniosa, e profonda, è in grado di raggiungere attraverso pochi versi, il nucleo dell’animo umano. Ha un potere evocativo, che dona sollievo e liberazione a colui che legge, per questo motivo è stato da sempre il genere letterario che prediligo. Sintesi, immediatezza, e profondità sono i valori indiscussi di una buona poesia.
A quando risalgono le tue prime esperienze di scrittura e come hai capito che poteva essere un modo di esprimerti?
Ho iniziato a scrivere poesie a 20 anni, per pura ispirazione. Non c’è una motivazione specifica. Da piccola ero molto timida, e scrivere, ha rappresentato un modo per conoscermi, per tradurre le mie emozioni ed il mio vissuto, ma anche per elaborare, e per esprimere ciò che sono. Ho capito che era il modo adatto con cui potevo esprimermi, attraverso la naturalezza e la spontaneità con cui riuscivo ad assemblare le parole.
Quanto è importante il riscontro del pubblico e dei lettori per un’autrice di poesie?
Il riscontro del pubblico è sempre importante nella poesia, nella letteratura in generale, come in tutti gli ambiti della nostra vita. Ma a mio avviso, è essenziale per chi scrive come me, entrare attraverso le parole, nelle emozioni e nel vissuto del lettore. Che spesso trova nell’autrice/autore, uno specchio in cui guardarsi e riconoscersi.
Quanto ti ha impegnato, a livello temporale e a livello emotivo, la stesura di questa raccolta?
Le poesie arrivano da sole, nei momenti più inaspettati. Sono pura e improvvisa ispirazione. Ho impiegato qualche mese, ma senza sforzo, ne impegno. La poesia, come la vita è vera e propria magia.



