La professoressa Antonietta Betti, venuta a mancare in questi giorni, è stata la mia insegnante alle Scuole Medie – al “Fontanaccio” come chiamavamo noi la scuola “De Rossi” – poi è diventata Antonietta, anzi la compagna Antonietta, quando ho cominciato a fare le prime attività nella politica e nel sociale.
In ciascuno di questi momenti Antonietta è sempre stata una persona capace, stimolante, comprensiva, anche quando, nonostante i suoi sforzi, la matematica non riusciva a entrare nella testa di alunni come me. Ma la professoressa era entrata nel nostro cuore, sorridente, sempre appassionata, tanto in una lezione quanto in un discorso a difesa di un’idea, che poi era un’idea di giustizia, libertà, solidarietà, emancipazione, partecipazione ed empatia verso gli altri.
L’anno della terza media coincise con la tragedia di Chernobyl e con Antonietta nei corridoi, a ricreazione, all’uscita, si parlava per cercare insieme di comprendere cosa fosse accaduto, perché, perché tante vittime e tra loro tanti bambini. Quei giorni, pieni di paura, assomigliavano – diremmo oggi – a un piccolo lockdown, però potevamo andare a scuola e parlare. E la professoressa Antonietta era con noi. Era con noi, giovanissime ragazze, tante generazioni di alunne, oggi donne e anche se non lo ricordiamo, se siamo un po’ più libere e consapevoli lo dobbiamo anche a lei.
Non ci siamo mai perse di vista, grazie alla comune militanza nella sinistra, la Fgci e il Pci, l’Anpi, Rifondazione Comunista e altre successive esperienze, pur in una sinistra frammentata. Tanti anni di campagne elettorali, discussioni, volantinaggi, iniziative, feste, momenti di disaccordo nei quali Antonietta non alzava mai troppo la voce, pur difendendo con fermezza il proprio punto di vista.
Antonietta è stata sempre una donna dalla parte di chi aveva bisogno, umile e determinata, semplice e decisa, interessata a dare il proprio contributo nella realtà cittadina disinteressata a ogni forma di visibilità, attenta alla sostanza delle cose e delle persone mai all’apparenza. Generosa, gentile, intelligente, romantica, con i suoi capelli neri, ribelli e indomiti, come la sua natura. Ciao Antonietta!
Alessandra Valentini



