Partito con due anni di anticipo la scorsa tornata elettorale, Giorgio Greci fu sconfitto al ballottaggio dall’attuale Sindaco Orlando Pocci. Oggi, in forza alla Lega, il medico e consigliere comunale veliterno è fra i più attivi per una progettualità politica in vista della tornata amministrativa del 2023. Molti i nodi ancora da sciogliere, nel mentre le questioni salienti della vita cittadina come l’Ospedale, il Commercio, i Rifiuti. Greci le analizza una per una non escludendo alcuno scenario, sia per la coalizione di centrodestra che per sé. Gli abbiamo chiesto se sarà nuovamente candidato a Sindaco o sarà nelle liste per le Regionali. Le risposte lasciano trasparire un cantiere in fermento.
Partiamo dalla situazione dell’Ospedale. Con il trasferimento di Chirurgia Vascolare e Urologia vanno via altri due reparti. A tuo avviso è possibile invertire la tendenza oppure come dice qualcuno una volta tolti i servizi non tornano più?
Deve intervenire la politica e mai come in questo momento il centrosinistra ed il partito democratico in questo settore possono essere determinanti. Velletri per il PD laziale e romano è una città importante, ora lo devono dimostrare. Posso dire che al posto dell’attuale Sindaco di Velletri la mia reazione sarebbe stata più dura e di contestazione e credo che oltre alle forze politiche che hanno supportato la mia candidatura avrei sicuramente coinvolto l’opposizione in una battaglia difesa del territorio.
Hai avuto modo di studiare il progetto definito forse impropriamente “Nuovo Ospedale di Velletri”? Che idea ti sei fatto?
Non vorrei che rimanga uno specchietto per le allodole, una sorta di vetrina, di passerella. Qualcuno spera che prima delle comunali del 2023 inizino dei lavori per tagliare il nastro e farsi qualche foto sulla prima pietra, serve un progetto di sviluppo del nostro ospedale che ovviamente va visto in un ambito territoriale, non si possono soltanto togliere reparti e non rispettare le promesse.
Il Sindaco Pocci ha fatto ricorso al TAR per il Punto Nascita. Credi sia possibile sperare in una riapertura, e con che tempi?
Ripeto, sarebbe stato sufficiente prendere la macchina e andare dal suo collega di partito Zingaretti, semmai insieme al consigliere regionale di sinistra di questa città. Lodevole quello che Giancarlo Righini come consigliere regionale di minoranza sta facendo, invece, a difesa del nostro nosocomio.
Si avvicina il Natale, è passata la Festa dell’Uva, prima ancora l’Estate. Il tuo punto di vista sugli eventi cittadini più sentiti e su come si sono svolti quale è, considerato il covid?
Purtroppo il metodo di comunicare all’ultimo gli eventi rimane, oggi, come ieri prima della pandemia: non si riesce mai a programmare con largo anticipo e lavorare per una comunicazione nei tempi opportuni, questo soprattutto coinvolgendo Roma.
L’amministrazione Pocci è ben oltre metà mandato. Quali sono i punti del programma elettorale che l’attuale Sindaco a tuo avviso non ha rispettato?
Non mi sembra una città popolare, né più vivibile, ma una città di qualche rotonda in più e soprattutto nuove aggregazioni commerciali realizzate e in fase di realizzazione. Questo senza una minima programmazione per il commercio del nostro meraviglioso centro storico. Oltre le strade asfaltate, grazie ad interventi di enti diversi tipo per la collaborazione della fibra oppure per Acea, poco si è visto del programma elettorale. Invito tutti a rivedere la mia proposta del 2018, i miei punti programmatici a difesa di un progetto di rilancio cittadino con il coinvolgimento delle associazioni di categoria. Ecco i risultati, invece: solo propaganda e poi fatti concreti pochissimi. Non è chiaro poi come intendono gestire la questione rifiuti, solo grazie alla commissione da me presieduta nella precedente legislatura un mega impianto industriale, praticamente pronto per essere cantierizzato, è stato smantellato ma come ci tengo a dire entrando nel merito di ogni aspetto alla fine la città non avrebbe avuto benefici. Ora qualcuno continua a fare filastrocche ma non si sbilancia. Voglio proprio vedere…
Che clima vige in Consiglio Comunale? L’opposizione è unita in un progetto politico per il 2023?
Ci stiamo lavorando con chi è in aula e chi è fuori, il centro destra ha diverse personalità di valore che stanno lavorando per alcune soluzioni, serve altro tempo ma la strada credo sia quella giusta, io personalmente faccio anche tesoro degli errori fatti.
Alcuni danno per certo che alle prossime elezioni sarà ancora “duello” Greci/Pocci. Confermi, smentisci o non ti esponi?
Io ci metto la faccia e chi mi conosce bene sa che credo molto nella politica del merito e dell’impegno. Come detto è presto per fare annunci, stiamo lavorando su più opportunità, certo è che vogliamo come coalizione vincere e portare avanti le nostre idee di sviluppo, crescita e salvaguardia della nostra amata e millenaria città.
C’è anche chi ti vede proiettato in Regione o in Parlamento. Sono idee che hai preso in considerazione?
Velletri merita rappresentanti anche in enti sovracomunali, questo in un progetto più ampio per portare in città risorse e realizzare quanto il nostro immenso territorio ha bisogno.
Se Giorgio Greci dovesse fare un nome per il Quirinale, chi?
Serve una persona molto autorevole e di rilievo internazionale. E che sia ampiamente condivisa da tutte le forze politiche a garanzia del corretto funzionamento della democrazia.
Un ultimo appunto sui giovani. Velletri è una città che ha molte scuole, innumerevoli attività sportive, ma manca forse un ponte tra i giovani e la politica. Cosa faresti per avvicinare questi mondi?
Intanto partire da rendere ospitali, puliti e sicuri gli impianti sportivi, di questi giorni è una denuncia di alcuni genitori sulle assurde situazioni dentro la polivalente, una indecenza. Situazione simile che insieme all’amico e collega Dario Di Luzio, nella precedente legislatura, anche con Gianluca Trivelloni, segnalammo per gli spogliatoi e i campi di calcio, con un degrado vergognoso. Pazzesco lasciare questo scempio e situazioni di pericolo per i ragazzi e poi come biglietto da visita per la città. Manca la programmazione e una idea di presente e futuro, questo si vede anche dalle piccole cose. Bene il consiglio comunale dei ragazzi o le consulte dei giovani come strumento di raccordo e ascolto ma poi devono essere fatte funzionare in modo autonomo e non con chi cerca sempre di mettere dentro le proprie bandierine, questo poi porta verso un appiattimento. Per Velletri serve altro anche da parte dei giovani che vanno ascoltati e coinvolti.



