Giuliano Aureli, una vita partigiana “oltre il ponte”

Ricorre nel mese di settembre, quando l’aria comincia a farsi fresca e il sole si mostra meno aggressivo, l’anniversario della scomparsa di Giuliano Aureli, guida sicura, memoria storica e fonte di conoscenza dei valori anti-fascisti a Velletri e non solo.

Giuliano Aureli iniziò giovanissimo la lotta partigiana. Lo fece con sprezzo del pericolo, insieme a una buona dose di incoscienza e a un grande coraggio. “Tutto il male avevamo di fronte, tutto il bene avevamo nel cuore, a vent’anni la vita è oltre il ponte”, scriveva Italo Calvino per descrivere lo spirito partigiano. Giuliano Aureli di anni ne aveva meno di venti, quando iniziò la sua scalata, personale e collettiva, verso l’altro lato del ponte.

Aureli aveva un unico obiettivo: parlare ai giovani. Non per indottrinarli o per renderli edotti di una miriade di nozioni storiche, romantiche o trionfalistiche. Tutt’altro. L’unico vero intento del partigiano dagli occhi vividi era quello di far comprendere a tutti il valore della libertà e il prezzo pagato da donne e uomini della Resistenza per conquistarla.

Presidente della sezione ANPI di Velletri, fino all’ultimo si è speso per raccontare una battaglia di vita, quella a cui ogni donna e ogni uomo dovrebbe tendere. Amare la libertà equivale ad amare tutto ciò che si ha e si desidera. Sapere come si è arrivati, a questa libertà, è un diritto/dovere etico e morale a cui nessuno dovrebbe sottrarsi.

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