Due fulmini sulla Torre del Trivio, Federico Ognibene: “Un mezzo disastro”

Dopo l’inaugurazione della nuova illuminazione la Torre del Trivio ha cambiato volto. Tuttavia da diverse settimane le luci non si accendevano, e i cittadini hanno cominciato a segnalarlo sui vari gruppi social. Il motivo? Un guasto, ma Federico Ognibene – che ha curato con la sua ILM Lighting l’illuminazione – non ha ricevuto alcuna segnalazione dal Comune e si è recato spontaneamente a controllare. La conta dei danni è stata abbastanza dura, come da lui spiegato, ma ci si è rimessi a lavoro per ripristinare il tutto. In un lungo intervento il docente e imprenditore di Velletri ha comunque spiegato nel dettaglio quanto accaduto.

“A seguito di tante segnalazioni di privati cittadini, sono stato informato che tutte le luci interne della Torre del Trivio sono spente da più di un mese. Con mia grande perplessità, chiedo le chiavi a Don Roberto per effettuare un sopralluogo, informandoci contestualmente che a fine maggio la torre è stata colpita consecutivamente da due fulmini.Temiamo il peggio, ed entriamo. Il quadro elettrico di piano è saltato, l’orologio segna le ore 16 circa, sicuramente l’ora in cui il primo fulmine è caduto. Ripristinata l’alimentazione, facciamo la conta dei feriti e dei caduti, ma è un mezzo disastro. Tutti gli apparecchi del terzo e quarto piano sono andati, il fulmine ha bruciato e/o danneggiato tutti i led, tutte le elettroniche di controllo e tutti i driver di alimentazione, sia delle bifore, che delle monofore, che delle campane.Il primo e secondo piano sono messi meglio, evidentemente il sistema di terra ha provveduto a scaricare parte dell’energia del fulmine a terra prima che la corrente elettromagnetica arrivasse a danneggiare gli apparecchi, ma è comunque un bel danno. Faccio una premessa importante: la torre è provvista di un regolare sistema di terra comprendente quattro dorsali di rame che circondano la struttura, e tutte le griglie e gli elementi metallici sono correttamente collegati all’impianto, ma con la scarica consecutiva di due fulmini c’è poco da fare. È sfiga, jella, sfortuna. Si poteva prevedere? Si, è una torre, quindi è possibile che un fulmine possa colpirla. Si poteva evitare? Utilizzando un sistema di dispersione dei fulmini, forse si, ma parliamo di sistemi molto complessi e costosi che ho visto utilizzare solo in particolare strutture (ad esempio la Basilica di Assisi).

L’impianto di terra era a norma? Si, è correttamente posato e distribuito, non c’è nulla di migliorabile, per quella tipologia di impianto. Vorrei essere chiaro, sono stato contattato direttamente da alcuni cittadini qui su Facebook, nessuno dell’amministrazione mi aveva contattato ed informato di questo guasto, so anche che in molti lo avevano già segnalato direttamente a vari assessori e consiglieri, i quali non mi hanno avvertito. Mi sono attivato direttamente con i tecnici del comune e ora la procedura di ripristino è avviata, quindi a breve la torre sarà di nuovo funzionante. Chi paga il danno e l’intervento di ripristino? Non lo so, probabilmente l’assicurazione del comune copre anche i danni atmosferici, ma comunque noi stiamo già preparando tutti gli apparecchi e faremo immediatamente l’intervento di ripristino, poi vedremo di trovare una soluzione. Sia la torre che la chiesa furono colpite nel corso dei secoli da altri fulmini, seppur malconce hanno sempre resistito, lo faranno ancora, gli daremo una mano in tanti”, ha scritto in un lungo post chiarificatore Federico Ognibene, titolare dell’azienda ILM Lighting che ha curato tutta la parte illuminotecnica.

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