Nel pomeriggio di martedì 28 settembre al Bar Filippi si è tenuta una conferenza stampa indetta dalla sinistra veliterna. La discussione ha riguardato principalmente il gap di 600 mila euro nelle casse del Comune dopo quanto accaduto con 2i Rete Gas SpA, l’operatore che si occupa della distribuzione del gas nel nostro territorio. L’operatore anni fa, violando il contratto con il Comune, aveva sospeso i pagamenti. Di conseguenza l’amministrazione, con i contratti firmati nelle mani, ha avviato una procedura giudiziaria e avrebbe così tutelato le proprie casse e l’interesse pubblico. Ma non si arriverà mai ad una sentenza definitiva. La situazione si è invece ribaltata (a parere di Morassut e Leoni inspiegabilmente) nel 2019, quando si è deciso per una transazione a vantaggio dell’operatore, con una riduzione del canone annuo di 75 mila euro e una diminuzione del 10 % dei km di rete, cioè da 7 a 6.3 km. Diversi sono stati gli interventi in cui sono state portate avanti le perplessità riguardo una vicenda che non gioca a favore dell’Amministrazione comunale. Come un’interrogazione generale durante il Consiglio. Al quale i responsabili hanno risposto vagamente e con tautologie varie.
MORASSUT: “COME E’ STATO POSSIBILE?”
Il primo a prendere parola è stato Massimo Morassut, che eloquentemente si è chiesto come abbia potuto verificarsi una modifica così sostanziale di un contratto che per legge era inoppugnabile, cioè sarebbe dovuto valere fino a nuova Gara D’ambito. “Ciò che è grave non sono solo i 75.000 euro in meno – ha espresso Morassut, seppur con tono grave ad indicare che già una perdita economica così grande sia comunque gravissima – ma è la poca chiarezza fatta sulla creazione di questo nuovo contratto. Quando si parla di contratti tra il pubblico e il privato c’è bisogno che il bene pubblico venga tutelato. Dov’è l’analisi dei costi e benefici?”.

ROBERTO LEONI: “IGNORATI I PATTI”
Ha poi preso la parola Roberto Leoni, che in maniera molto pratica ha spiegato i calcoli incredibilmente banali secondo cui il Comune avrebbe perso, ad oggi, 600.000 euro. “Come possono essere stati ignorati tali patti?”
La firma sul “compromesso” e i dati relativi compaiono in soli tre giorni. A parere nostro non esiste un documento che chiarifichi che ciò firmato dal comune contiene dei vantaggi sia per il pubblico sia per il privato”.
E dire che fu chiamato dal Comune, e quindi anche pagato da Comune, un tecnico che valutasse la rete allo stato attuale. Egli arrivò a dire: la rete vale 265.000 euro (e quindi non si capisce neanche perché l’accordo tra le parti si sia fissato a 225.000), ma nella fattispecie c’è un contratto che per legge deve essere rispettato che è fissato a 300.000 euro. “In soli tre giorni – riprende Leoni- si è arrivati al parere legale, la delibera di Giunta e la transazione. L’oggetto della delibera di transazione è un bene pubblico, e risorse economiche. Come può avere la giunta valutato la convenienza di un atto di transazione senza aver fornito prove tecniche di valutazione dei benefici?”.
DE MARCHIS: “NON SI GESTISCE UN CONDOMINIO”
È poi stata ceduta la parola a Paola De Marchis, che ha espresso con chiarezza la sua delusione nel vedere come nel Comune di Velletri “le cose si gestiscano come nel condominio di casa”. Un’offesa al pubblico interesse quando durante l’interrogazione svoltasi in sede di consiglio, i responsabili del “nuovo contratto” abbiano risposto con un semplice “Abbiamo fatto bene” “La mia domanda era di carattere tecnico, non politico! Ci interessa sapere se la giunta avesse le competenze di valutare i costi e benefici, e soprattutto, quale articolo del Tuel permette che sia la giunta e non il consiglio a deliberate su un fatto così importante.”



