In occasione del Memorial intitolato a Giovanni Ponzo, storico, studioso delle tradizioni popolari di Velletri scomparso nell’ aprile dello scorso anno, il gruppo Folk ‘ O Stazzo, di cui Il prof. Ponzo è stato fondatore nel 1975 e Presidente per più di venti anni, mette in scena il dramma da lui scritto nel 1976. Questo evento vede la presenza straordinaria de I Big Cedars e Francesca Trenta a cui è stata affidata la parte cantata. Ha presentato la serata Tiziana Mammucari.

Un’ opera basata su una ricerca storica effettuata su centinaia di documenti e testimonianze orali e trasformata in seguito n un dramma storico in due atti divenuto non solo una colonna portante del repertorio del gruppo ‘ O Stazzo, ma il suo cavallo di battaglia. Sotto gli occhi di un teatro Artemisio sold out per due serate consecutive, per la regia di Wladimiro Sist, Cencio Vendetta è tornato ad accendere i cuori dei Velletrani.

È una storia vera accaduta nel secolo scorso, quella di Cencio Vendetta, che ha ripreso vita attraverso le interpretazioni coinvolgenti dei protagonisti, Massimo Acchioni e Francesca Bagaglini nei panni di Cencio e Teresa Elisei, di Marco Tredici in quelli del governatore Monsignor Giordani, di Luigi Petrizzelli in quelli del Conte Borgia, di Claudio Bologna in quelli del Vescovo Monsignor Vitali, di Claudio Rabaudi in quelli del Canonico don Bianchi e di Roberto Carletti in quelli dell’Arciprete don Ronci. Accanto a loro, un popolo con i suoi capi, Giampaolo Grigioni e Fabrizio Rinaldi, e i suoi personaggi caratteristici, colmi di spontaneità e di vitalità, uomini, donne e bambini.

In circa due ore di spettacolo si svela allo spettatore una Velletri perduta che si risveglia al canto degli stornelli la mattina di Pasqua e insorge alla notizia della scomparsa della Madonna delle Grazie, una Velletri ecclesiastica e nobile che si copre di ombre nei tentativi di venire a patti con un brigante per ottenerne la restituzione; una Velletri devota e, insieme, ambigua nella sua complicità con Cencio e i Vendetta. Una città impietosa che condanna e assiste all’esecuzione di un uomo che era stato un assassino e un ladro, ma che ne riconosce i sentimenti e le fragilità umane.

Cencio Vendetta è stato messo in scena dal Prof. Ponzo, è amato dal gruppo e dagli spettatori, forse ora più che mai, perché è un essere umano. Una persona dai grandi contrasti, violento e ingenuo, coraggioso e bugiardo, irriverente nei confronti di un potere che già allora non solo lui, ma il popolo tutto, iniziava a non tollerare.

Con lui la Velletri di allora ha condiviso il sogno di vivere in libertà, sotto le ali protettrici di una Madonna dai molteplici significati – così ben rappresentata da Sist attraverso le musiche, la luce e i movimenti scenici – nella sua vicinanza, e distanza, dal mondo terreno. Una storia, un’opera e una rappresentazione dai risvolti imprevedibili e toccanti, da non perdere.
E P.



