Nella giornata di martedì 25 gennaio 2021 si sono accomiatati da noi due concittadini che hanno onorato e arricchito il tessuto sociale della città di Velletri. Alle ore 10 presso il cimitero locale ed alle ore 11 presso la cattedrale si sono svolti i funerali di Giovanni Grenga per tutti “Nonno” ed Aldo Recine noto anche per l’azienda ‘Aldo Gomme’. Il primo venuto da un paesino della provincia di Latina, l’altro veliterno di nascita e di fatto. Anche se la loro vita, soprattutto quella privata e lavorativa gli ha riservato strade diverse, Giovanni tra 80 e 90 anni, Aldo 64, il destino “stranamente” ha voluto alla fine accomunarli. ….e di cose comuni ne hanno avute tante: l’amore per la famiglia, la passione per lo sport, i messaggi corretti e decisi alle generazioni che si sono succedute nel gioco del calcio in particolare, l’umiltà, la schiettezza, la grande forza nell’affrontare le difficoltà che la vita gli ha posto di fronte. Sono partiti, seppure in modo diverso, da società “minuscole” che grazie alla loro (e di altri) paziente e disinteressata opera di lavoro e abnegazione, sono via via cresciute fino a scrivere una parte della storia calcistica della città degli anni 80 e 90.
Molti di noi e tantissimi ragazzi e anche ragazze hanno fatto la strada insieme a loro supportati dall’entusiasmo, l’esperienza e le certezze che portavano e ci trasmettevano. “Nonno” è stato socio, dirigente, magazziniere, amico di tutti nella nota e gloriosa A.C. Velletri nata nel primo periodo di crisi societaria della più blasonata VJS Velletri ed arrivata in pochi anni ad avere un settore giovanile di alto livello dilettantistico con una prima squadra fatta da ragazzi del proprio vivaio: una meravigliosa realtà dove Giovanni collaborava con Aldo Savino, Mario e Maurizio Catarinelli, Ciro Castellano, Roberto Battisti, Mauro Battisti, Filiberto Cellucci, Enzo Veroni, Mazzi dott. Manfredi e (non me ne vogliano) altri che ora non ho in mente; un bel gruppo! Poi circa 250 ragazzi iscritti ed anche una squadra di calcio femminile a 11 in serie C regionale. Tanti traguardi raggiunti tra passaggi di categoria e arrivo ai tornei regionali ma in particolare tanti premi disciplina fin al primo posto regionale Femminile e Under 21, proprio ad indicare la politica di una società volta al rispetto dei valori sportivi; questo grazie a tutti, dal presidente ai collaboratori. A questi “ultimi” e forse più importanti è sempre toccato il lavoro capillare e meticoloso di: frenare, consigliare, indirizzare i giovani e se necessario imporre le regole. In questa società fecero la loro piacevole comparsa i Recine, i figli di Aldo e Giovanna, tre fratelli allora piccolini che si iscrissero alla Scuola Calcio: Vittorio, Simone e Riccardo, tanti anni nelle giovanili dai pulcini fin ai Regionali; loro in campo e quei “pazzerelli” di Aldo e Giovanna a gridare da tifosi sulle tribune: un bel ricordo. Da qui è partita anche l’avventura di Aldo, che riconoscendo il lavoro umano e tecnico della società decise di farne parte. Aldo è stato parte attiva della dirigenza e nonostante i tanti problemi che ha comportato il suo impegno famigliare e di costruzione da zero d’una azienda oggi molto apprezzata, ha cercato di non far mancare mai il suo contributo umano come socio all’A.C. Velletri. Giovanni invece sempre attento ai materiali, a riporre le tante divise di squadra, a dare sostegno ai ragazzi negli spogliatoi. Molte sono le generazioni che li hanno incontrati sui campi, spesso al campo Manciocchi sede sportiva della società e poi al famoso “Baretto di Vetro” (in seguito “sparecchiato” dal comune); locale di ritrovo dei tanti appassionati di calcio veliterno e delle società.
Al “Baretto” c’era una sorta di università del calcio locale ed era un punto organizzativo anche per le famose partite scapoli-ammogliati sui Cappuccini o allo stadio B; qui ci ritrovavamo un po’ tutti. Ho avuto la fortuna di vivere tanti momenti insieme a loro, momenti utili anche alla mia e nostra (dei ragazzi e amici) crescita umana e sociale. Ognuno di noi ha almeno una parte dentro di se’ frutto degli insegnamenti e dell’affetto che ci hanno dato. Questo momento, anche se le famiglie lo vivono probabilmente come una assenza importante, non può essere un momento triste ma il momento del passaggio del testimone, della “fiaccola olimpica” che noi abbiamo il dovere ed il piacere di portare avanti. Voglio inviare e sicuramente anche molti giovani e meno giovani di Velletri, un grande abbraccio alle famiglie di Giovanni ed Aldo che hanno condiviso più di noi questa grande esperienza di vita; un incoraggiamento a continuare con la stessa spontaneità e convinzione dei loro cari.



