Sul conflitto ucraino-russo molto si è detto, fra ipotesi, analisi politiche e congetture. Al di là delle opinioni, però, c’è un fatto incontrovertibile, quello delle dinamiche storiche. Ne abbiamo parlato con la professoressa Teresa Tamburlani, docente di Storia, che ha così spiegato quanto sta accadendo non così lontano da noi.
LE RAGIONI DELLA RUSSIA, DELL’UCRAINA, DEGLI USA
“È da giorni ormai che si sente parlare di guerra e di attacchi e si sente anche parlare della storia dell’Ucraina, della Crimea, del Donbass, della Russia atta a spiegare le ragioni che hanno portato al conflitto; ragioni che affondano le loro radici non solo nella storia presente ma anche in quella del passato. Sì è vero che la Crimea è stata occupata militarmente dalla Russia nel 2014 e annessa alla Russia stessa come Repubblica di Crimea, come è vero che la zona del Donbass è una risorsa industriale non indifferente visto il territorio dello stesso ricco di carbone, risorsa che attira il Cremlino, come è vero anche che gli ucraini si sentono non russi, ma ucraini nel vero senso della parola, tant’è che da uno studio condotto dal centro Razumkov il 92% dei cittadini ucraini si considerano di etnia ucraina, mentre solo il 6% si identificano come appartenenti all’etnia russa. È vero anche” – ha aggiunto la professoressa Tamburlani – “che l’Ucraina ha sempre temuto la Russia e la velleità di questa di espandersi o di riprendersi quello che aveva prima del 16 luglio 1990, durante la dissoluzione dell’Unione sovietica, quando il nuovo Parlamento adottò la Dichiarazione di sovranità dell’Ucraina, ma ciò che è quanto mai vero è il sogno di Putin, quello di ricostruire l’Unione sovietica, riportando indietro l’orologio, riorganizzare un’unione inglobando nel suo interno tutti quei paesi che, in base al loro diritto di scelta, alla loro libertà di opinione e alla libertà di esternare mediante votazioni democratiche la loro posizione, avevano deciso per l’indipendenza totale”. Secondo tale analisi, dunque, le radici affondano molto più indietro rispetto al passato: “E poi ci sono gli Stati Uniti d’America che per diffondere la pace propongono la guerra, paladini della giustizia e della democrazia, difensori dell’Ucraina e della sua storia”.
L’INSEGNAMENTO DELLA GUERRA FREDDA
“Il sogno di Putin da un lato, il sogno americano dall’altro: sembra davvero che la guerra fredda non sia servita a nulla, sembra davvero che sia ancora in auge la lotta tra occidente capitalista e oriente non-capitalista. Ciò che si sta perdendo di vista sono gli uomini, vittime, per l’ennesima volta delle scelte scellerate del paese politico, Kiev parla di circa 200 morti, circa 30 bambini e più di mille feriti; dalla sponda russa invece non sono state fornite ancora cifre ufficiali sulle vittime subite o provocate sul fronte, si parla di 3.500 soldati russi uccisi fino ad ora mentre altri 200 sarebbero stati catturati dall’inizio dell’invasione. Ciò che emerge non è il buon senso del paese politico, non è saggezza, rispetto, lungimiranza, ma solo la velleità personale di vendetta (di non so cosa), la volontà di far riemergere dalle ceneri qualcosa che di fatto è caduto, tale volontà, e questo lo sottolineo, non è volontà generale, ma individuale, cosa che non può avere una validità etica e oggettiva. Un politico, per essere definito tale, ha il dovere categorico di spogliarsi dalla propria individualità, perché solo in questo modo potrà fare il bene autentico per il proprio paese e per gli uomini. E’ da tempo ormai che mi tuona in testa una frase di Camus: “Nel mondo ci sono state, in egual numero, pestilenze e guerre; e tuttavia pestilenze e guerre colgono gli uomini sempre impreparati”. Sì, noi uomini siamo impreparati a un’ennesima guerra, siamo impreparati a collaborare, siamo impreparati a morire per la follia di alcuni!”.



