A proposito di “Come vento nei capelli” di Palmiro Taglioni

Il vento e la donna. La donna nel vento. Questi i temi della mostra “Come vento nei capelli”, che ospita le sculture di Palmiro Taglioni, noto artista locale, allestita nella stupenda cornice della Sala delle Lapidi del Palazzo Comunale di Velletri dall’Associazione Culturale Memoria ‘900 dal 5 al 12 Marzo in occasione della Festa della Donna.

Un momento in cui il vigore e la caparbietà del legno, prevalentemente ma non esclusivamente ulivo, si abbandonano, a volte quasi fluttuanti, alle folate di un vento che pare quasi trasfigurarne la solidità, suggerendo linee morbide, avvolgenti, non imposte brutalmente alla materia, bensì già insite in essa e incoraggiate dalla mano dell’artista ad uscire da essa. Nessun disegno a priori cui dare forma per mezzo del legno, ma un’immagine che sgorga spontanea, seguendo le inclinazioni naturali della materia, tra nodi, incavi, direzioni ora dritte e sicure ora frastagliate o ritorte, piccoli, significativi dettagli, nella convinzione di Taglioni che la natura non la si può dominare con la forza, ma si può confarsi ad essa. Farsi plasmare dalla natura, non plasmarla.

Le statue sono state scolpite durante il periodo del lockdown, tra il 2020 e il 2021. Un vento che racconta la pandemia, quindi, l’inedita chiusura obbligata, sorda alle necessità di socialità dell’essere umano. Rappresentazioni di donne forti, incise della sofferenza, ma che hanno saputo farlo proprio, questo vento, reinterpretarlo, e che vibrano con forza per esternarlo. Un vento che ora è voglia di libertà e si traduce in pose ed espressioni sicuri, in movimenti semplici e fluidi, sinuosi ma dirompenti.

Pezzi che ci parlano di noi oggi, in questo periodo particolare. Ma che attingendo dalla nostra essenza atavica, guardano al futuro. Ogni opera della collezione è infatti il prodotto della convergenza delle esperienze vissute dal legno nel rapporto col mondo esterno, con l’uomo, con l’artista e la sua mano lavorante. Con chi, guardando l’opera, porterà un pizzico di quelle esperienze con sé, fuori, in mezzo ad altre ancora diverse.

Lorenzo Pistolesi

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