“Vedo troppa rassegnazione”: Maria Paola De Marchis (Italia Viva) guarda al futuro

Sabato scorso è andato in scena un primo incontro pubblico, organizzato da Italia Viva di Velletri: non si guarda direttamente alle elezioni amministrative 2023, ma di certo ci si interroga sulle prospettive e sulle idee da mettere in campo per il prossimo futuro. Hanno partecipato, oltre ai vari cittadini, anche il coordinatore comunale Gianfranco Cestrilli e i due consiglieri comunali Giuliano Cugini e Maria Paola De Marchis. Quest’ultima in una intervista rilasciata in esclusiva al nostro Giornale ha analizzato molti dei punti emersi dalla discussione e non solo, rispondendo come di consueto senza mezzi termini.

Italia Viva si è riunita, a Velletri, in quello che può definirsi il primo vero incontro politico pre-Amministrative. Siete in anticipo sui tempi?

No, per fare il percorso che abbiamo delineato siamo con i tempi giusti. Un programma non si improvvisa, c’è bisogno di un confronto con i cittadini e con le altre forze politiche. Elaboreremo dei progetti. Ci vorrà tempo.

Che impressioni sono emerse dalla riunione e dagli interventi?

Ogni volta che la comunità di Italia Viva si riunisce ne esco sempre rafforzata nell’impegno e nella passione, questa volta la presenza di numerosi cittadini che sono venuti ad ascoltarci ha amplificato l’entusiasmo che sempre si respira nei nostri incontri.

In questo momento i rapporti con l’Amministrazione Comunale in che stato sono? C’è dialogo con quella che era la vostra ex maggioranza?

Noi non abbiamo mai smesso di parlare con la nostra ex maggioranza, né abbiamo mai spesso di sperare che sui singoli punti possano trovarsi delle convergenze. Non mi appartiene la logica di schieramento per la quale bisogna sempre dire di no anche se le cose sono giuste. Io giudico i singoli provvedimenti e le singole scelte, non la maggioranza.

Presto per parlare di schieramenti, ma quale sarà il criterio che vi porterà a sostenere un candidato rispetto ad un altro?

Per parlare di candidati forse è ancora presto, anteporre il candidato alle cose che si devono fare non è un buon metodo di scelta. Per ora ci concentriamo sui progetti con cui apriremo il confronto con le altre forze politiche, poi sarà semplice individuare un candidato che sappia realizzare i progetti concordati.

Pensabile vedere Italia Viva a supporto di un candidato di schieramento opposto a quello attuale?

Italia Viva supporterà il candidato che abbia le competenze, l’esperienza e le capacità per realizzare i progetti da realizzare e lo individueremo in un confronto con le altre forze politiche.

Si è parlato di cultura: un errore non dare le deleghe ad un nuovo Assessore dopo la tragedia che ha colpito Romina Trenta?

La tragedia di Romina ha colpito in modo indelebile tutti noi; personalmente non vorrei vedere in questo momento un altro al suo posto ma questa non è una scelta che riguarda Italia Viva, spetta al Sindaco.

Fra i settori più in crisi il commercio, e l’Assessore delegato sta ricevendo critiche anche da liste che lo avevano sostenuto. Come valuta questa situazione?

Il comportamento dell’Assessore è stata una delle ultime cose affrontate quando ero ancora in maggioranza; avevo chiesto esplicitamente le sue dimissioni non solo per ciò che riguarda il commercio ma anche per come gestiva la sua delega allo Sport. È stata una delle tante richieste rimaste inascoltate.

Il Museo riaprirà. Una buona notizia o si poteva fare prima e meglio?

Certo che si poteva fare prima e meglio; è stata una vicenda mortificante per Velletri.

Quello che non riaprirà, ad ora, è il Punto Nascita. Speranze finite?

Sono una donna che non ha nel proprio vocabolario il concetto di “speranza finita”, chi spera che il tempo che passa possa affievolire l’indignazione per lo scempio che si è fatto all’ospedale di Velletri fa male i suoi conti. Uno scempio che non riguarda solo il punto nascita purtroppo. Uno dei progetti dirimenti per il programma della prossima legislatura sarà proprio la sanità di questo territorio, e non sarà un progetto nostalgico ma una sfida per il futuro.

Spesso vi siete trovati più in accordo con l’opposizione che con la maggioranza: preoccupa tale ‘affinità’?

Mi preoccupa più la mancanza di affinità con quella che dovrebbe essere la coalizione naturale per la mia esperienza di vita ma mi consola il fatto che io sono rimasta ferma, sono gli altri a muoversi su posizioni diverse.

Fausto Servadio che a IV aveva aderito è davvero in ballo per una ricandidatura? Alcuni lo danno corteggiato anche da destra…

Il futuro di Fausto sarà una sua scelta e non mi stupisce affatto che sia corteggiato anche da altre forze politiche. È stato un buon amministratore.

Le percentuali nazionali la spaventano? Crede che possano essere un limite al vostro progetto politico?

Non ho mai basato le mie scelte sulle percentuali di consenso quindi non mi preoccupa affatto cosa dicono i sondaggi. Aspetterò l’esito del voto e mi accontenterò dei risultati che gli elettori ci daranno.

Tra le ultime polemiche quella sull’organizzazione della Festa delle Camelie. Opinione in merito?

Non credo che un evento che coinvolge l’immagine di Velletri dovrebbe essere oggetto di dispute politiche. Credo che tutti dovremmo contribuire a far emergere l’immagine migliore della nostra città. Certo se fosse dipeso da me, l’avrei fatta prima e anche organizzata diversamente.

Il bosco sembra essere al centro del dibattito politico. Cosa sta accadendo sul Monte Artemisio?

Le comunicazioni del Consigliere delegato in Consiglio sono state sconvolgenti; non riesco proprio a capire come sia potuta passare inosservata la situazione che il Consigliere ha descritto. Ormai il danno è fatto, spero che si stiano prendendo i provvedimenti adeguati per non aggravarlo.

Giovani e politica: cosa manca alla politica per attrarre le nuove generazioni? La colpa di questo mancato coinvolgimento di chi è?

La politica diventa attrattiva se riesce a dare concretezza alle parole, decenni di parole non corrispondenti ai fatti hanno allontanato molti, non solo i giovani. Bisognerebbe formulare un’offerta politica che sappia parlare a tutti e sappia tradurre le parole in fatti concreti.

Velletri oggi e Velletri nel 2018: quali sono le prime differenze che noterebbe se tornasse oggi dopo quattro anni in città (sia positive che negative)?

La cosa che più mi colpisce è il clima cambiato, nel 2018 respiravamo un’aria in cui sembrava possibile fare tutto, realizzare ogni cosa. Oggi il sentimento più diffuso nella città è la rassegnazione, sembra che i cittadini siano rassegnati all’asfalto sui san pietrini, alla scarifica sull’Appia Antica, alle attese di mesi per un documento, al mutamento dei diritti in concessioni benevole, alla superficialità, al pressappochismo, all’incuria, alla debolezza politica, alla mancanza di competenze, alla perdita dell’orgoglio di essere nati in un paese con un territorio meraviglioso. Vedo troppa rassegnazione di fronte a quel territorio oltraggiato, mortificato e non valorizzato. Credo che dobbiamo ritrovare tutti passione, impegno e orgoglio di vivere a Velletri.

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