Il Liceo Landi protagonista del progetto “Prossimo futuro”

Il 1 e il 7 Giugno si sono svolte le fasi conclusive del Progetto – PCTO “Prossimo futuro” – Progetto formazione e cultura: valore e produzione letteraria, interamente finanziato dalla Regione Lazio (Direzione Regionale Istruzione, Formazione e Lavoro), grazie ai fondi del POR-FSE  2014-2020 e promosso dalla Megamiti SRLS – Casa editrice Gemma Edizioni. Il progetto era rivolto a sole cinque scuole del Lazio. I tutor interni del progetto sono le professoresse Mariella Terra e Irene Baccarini.

UN PROGETTO LUNGO E ARTICOLATO

Il progetto ha visto la partecipazione di 22 alunni della 3A, 4 alunni della 3E e 4 alunni della 3L, che dal mese di novembre hanno potuto incontrare esperti esterni, docenti dell’Università di Tor Vergata, partner fondamentale dell’attività. L’attività prevedeva la realizzazione di un libro, di un laboratorio artistico e di un laboratorio teatrale. Il libro dal titolo “Riflessi” che contiene i trenta racconti dei nostri studenti è distribuito dalla casa editrice Gemma Edizioni.

Il giorno 1 giugno 2022 gli alunni si sono recati presso la Galleria Canova 22 a Roma, per la realizzazione del prodotto finale del Laboratorio artistico.

Il giorno 7 Giugno 2022 gli alunni interessati si sono recati all’Università Tor Vergata presso l’Auditorium Morricone per lo spettacolo teatrale conclusivo, che vede coinvolte tutte e cinque le scuole selezionate.

LA VOCE DEI RAGAZZI

Avevo preso parte a questa esperienza perché ho sempre avuto una smodata passione per la scrittura; inizialmente, però, sentivo anche il peso dell’obbligo a frequentare un corso di “Alternanza scuola-lavoro”. Col passare del tempo, durante gli incontri con i professori universitari, la mia curiosità e vivacità sono cresciute, portandomi ad una partecipazione sempre più attiva che si è tradotta in vero, prorompente entusiasmo. In realtà, la particolarità del progetto “Prossimo Futuro” non è stata solo la condizione elettrizzante per la quale, alla fine di tutto il percorso, avrei potuto vedere il mio racconto pubblicato in un libro, ma anche il fatto di aver avuto la possibilità di esprimermi senza paura del giudizio altrui, nonostante fossi in un gruppo di cui, all’inizio, conoscevo solo tre compagne di classe. La vera rivoluzione che ho attuato è stata quella di parlare con voce leggera, libera. Credo che il mio racconto sia portavoce di questa sensazione. Ho cercato di parlare in maniera piuttosto approfondita e volutamente straziante di omofobia e problema di genere, situazioni che mi toccano particolarmente e che ho molto a cuore. Questa esperienza credo mi abbia aiutato a raggiungere una maggiore consapevolezza di chi io sia, non solo grazie alla possibilità di esprimermi, ma anche tramite il confronto con gli altri partecipanti che si sono messi in gioco, ognuno, ognuna con le proprie specificità. Conoscendo chi è diverso, abbiamo la possibilità di capire meglio noi stessi. (Raffaello Micheli, III L)

Abbiamo fatto delle lezioni prima di elaborare il nostro racconto, sono state molto formative ma soprattutto interessanti, cosa che non mi sarei mai aspettata. Purtroppo alcune di queste si sono svolte da remoto, ma nonostante ciò, la nostra attenzione era sempre catturata dai vari discorsi ed argomenti che ci venivano esposti. Posso dire che questo progetto è stato molto formativo e personalmente mi ha insegnato cose che la scuola non era riuscita a trasmettermi: come per esempio a sostenere una mia tesi riuscendo a discuterne in modo costruttivo, rispettare determinate scadenze ed impegni al di fuori di quelli che sono i nostri “obblighi scolastici”. Se tornassi indietro sono sicura che lo rifarei. Bellissima esperienza. (Gaia Seri, III L)

L’esperienza del 1 giugno a Roma alle Galleria Canova è stata per noi veramente preziosa, in quanto siamo stati a contatto con i nostri lavori del laboratorio artistico ed i nostri racconti in un contesto diverso da quello scolastico, in un luogo più “professionale” che è servito a farci raggiungere un grado di consapevolezza di quanto sia importante questo nostro progetto decisamente maggiore. Più in generale è stato insieme all’ultimo nostro incontro un evento che è andato a coronare l’impegno degli studenti che sono stati scelti per quest’opportunità offerta da Gemma Edizioni per dimostrare che anche noi giovani ragazzi possiamo esprimere delle idee in modi che alle volte possono sembrare anche più chiari rispetto a quelli utilizzati dagli adulti che rappresentano per noi la maturità mentale. (Leonardo Altrini, III E)

Il 7 giugno noi ragazzi partecipanti al progetto “Prossimo Futuro” ci siamo recati a Roma, precisamente all’Auditorium “E. Morricone” di Tor Vergata, per la giornata di chiusura dell’attività. Partiti dal nostro Liceo di prima mattina, appena arrivati in università ci siamo sistemati e abbiamo iniziato a provare per lo spettacolo che avremmo rappresentato poche ore dopo.  La vera e propria cerimonia è iniziata intorno alle ore 11, con la conduzione di Gemma Gemmiti, colei che ci ha guidati lungo tutto il nostro percorso e che in primis ci ha dato la possibilità di partecipare a questo fantastico progetto.  Davanti a studenti, genitori e alcuni esponenti della Regione, Gemma ha ricapitolato tutte le tappe che abbiamo percorso dall’ormai lontano mese di dicembre fino alla giornata odierna.  Dopo aver illustrato le origini del progetto, le sue intenzioni, com’era nato, ha ospitato sul palco i docenti universitari che ci hanno guidati nella prima fase. Quel tempo, quando seguivamo le loro lezioni cercando di assimilare più informazioni possibili sapendo che avremmo dovuto riportarle nei nostri racconti, ci è sembrato lontanissimo: all’epoca l’idea di scrivere da noi qualcosa che sarebbe stato poi pubblicato era quasi un’utopia, non avevamo la minima idea di come si iniziasse, di quali fossero gli ingredienti giusti per rendere una storia coinvolgente e interessante.  Ed è qui che è subentrata la nostra editor, Isabella Tamponi, che ci ha guidati lungo tutto il percorso di scrittura creativa, donandoci ad ogni lezione spunti interessanti ed accogliendo ogni volta le nostre idee e le nostre domande. Gemma ha poi illustrato la fase successiva, ovvero quella del laboratorio artistico: il nostro gruppo ha infatti realizzato delle scatole sulle quali abbiamo riportato, grazie ad una lezione sull’arte dello stencil, le nostre facce. Queste scatole, oltre ad essere state esposte nello spazio “Canova22” a Roma, facevano parte della scenografia dello spettacolo odierno.  L’ultima fase, infatti, è stata quella della rappresentazione teatrale: anche lì Gemma ha invitato sul palco le tutor che hanno gestito i nostri lavori negli ultimi mesi. A quel punto eravamo tutti abbastanza tesi, perché a breve saremmo dovuti salire sul palco per recitare il nostro spettacolo. La nostra scuola si è esibita per ultima e nonostante la stanchezza, la fame, la paura di non essere bravi come gli altri, siamo saliti sul palco e ci siamo divertiti. C’è stato un grande impegno da parte di tutto il gruppo, ma non sono di certo mancate le risatine e le occhiate complici. Se siamo riusciti a raccontare le nostre storie fondendole in una soltanto, nella quale ciascuno di noi aveva un ruolo, è stato sicuramente merito di Francesca Pica, l’attrice che ci ha istruiti e accompagnati nel nostro percorso teatrale, e chissà, magari qualcuno di noi avrà scoperto una nuova passione. Eravamo ormai giunti al termine della giornata, quando Gemma e gli altri membri della casa editrice ci hanno consegnato il nostro libro. Vedere i nostri racconti su carta, e non più sullo schermo del nostro computer è stata davvero un’emozione unica. Abbiamo realizzato probabilmente solo in quel momento che da lì in poi le persone avrebbero potuto leggere il nostro libro, la nostra storia, le nostre voci e parole.  La giornata di ieri è stata quindi il coronamento di un lungo percorso, spesso faticoso, al punto di farci pensare che non saremmo riusciti ad arrivare alla fine. Ma poi abbiamo visto il frutto di tutto il lavoro degli ultimi mesi, e proprio lì abbiamo davvero realizzato di avercela fatta. “Un ragazzo che legge sarà un adulto che pensa e un ragazzo che scrive sarà un adulto che farà la Storia”. (Emma Middei, IIIA)

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