I luoghi parlano, anche se non in prima persona, tramite le testimonianze orali e scritte che pervengono da chi li frequenta. Alcuni edifici, poi, sembrano avere quella marcia in più per il carico emotivo che impregna le loro mura e caratterizza il loro passato ancora riecheggiato da particolari neanche tanto nascosti.
I PARTICOLARI
Il vecchio Carcere Mandamentale di Velletri, tornato alla ribalta della cronaca per una serie di convegni e per l’acquisizione da parte del Comune della struttura, è uno di questi posti in sospeso fra l’inquietudine e la nostalgia. Fra gli intonaci scrostati e le vecchie vestigia ci si chiede quanta vita è passata da lì. E alcuni particolari rimangono, saldi, a sfidare il tempo.

LA STELLA
Uno di questi è la stella che campeggia sul portone d’ingresso in Piazza del Comune, riservato agli uffici amministrativi e al direttore. Una decorazione che potrebbe in un primo momento sembrare quasi natalizia e che fu invece apposta dall’agente di guardia Ernesto Lucchetti negli anni Sessanta. Il motivo? La Processione della Madonna delle Grazie in maggio coinvolgeva tutta la città e il picchetto degli agenti carcerari si svolgeva proprio sulla soglia del grande portone d’ingresso alla struttura. Così, in segno di devozione, come spesso accade in diversi angoli della città fu affissa quella stella luminosa contornata da lampadine. Sono passati sessant’anni da allora e la stella è resistita, discreta e dimenticata, ma forse anche pronta a riaccendersi almeno nel ricordo.

I FRATI E LA SEZIONE FEMMINILE
Le storie del carcere sarebbero infinite e la speranza è di poterne raccontare una parte, a livello giornalistico. Dopo l’inchiesta-viaggio pubblicata nei giorni scorsi ( sono state numerose le segnalazioni pervenute alla Redazione, segno di un forte interesse mediatico intorno alla struttura. Due su tutte che cercheremo di approfondire: la presenza di una sezione femminile, ad esempio, o il blitz del Convento di Albano che vide trasferire a Velletri, in carcere, una serie di frati accusati di contrabbando di sigarette. E chissà quanto altro può uscire da quelle mura.



