Apre il Museo a Lariano. Questa notizia straordinaria, arrivata dopo un lavoro fittissimo e un iter burocratico seguito giorno per giorno dall’Amministrazione Comunale e dall’Assessora alla Cultura Maria Grazia Gabrielli, porta una boccata d’ossigeno a tutto il comprensorio. La cultura continua ad affacciarsi nei luoghi che essa stessa ha creato, e il segnale proveniente dal centro larianese è d’insegnamento per il futuro.
UN LAVORO COMPLESSO
Proprio l’Assessore Gabrielli, in un lungo e articolato intervento al nostro giornale, ha raccontato senza nascondere l’orgoglio di cittadina e di amministratrice, la genesi del Museo. La mostra verrà inaugurata giovedì 9 settembre alle ore 17,30 presso il Polifunzionale “Tiberio Bartoli” alla presenza di istituzioni e studoosi. Nei giorni successivi spazio alle visite guidate, poi si accederà su prenotazione fino alla completa apertura al pubblico.
LA GENESI DELLA MOSTRA
“La Mostra che andiamo a inaugurare è un percorso sviluppato in senso cronologico per raccontare il territorio di Lariano partendo alle origini più antiche, con i documenti che risalgono alla preistoria, all’età del ferro, passando per l’epoca pre-romana e romana, repubblicana e imperiale, per giungere al Medioevo e all’età moderna e contemporanea. Ci sono reperti e materiali rinvenuti in questa nostra zona negli ultimi 30-35 anni“, ha detto Maria Grazia Gabrielli, svelando dunque la suddivisione temporale dell’esposizione che sarà ricca di sorprese. Il Museo è un’idea precisa che sin dall’insediamento l’Assessore ha perseguito, e non stupisce che ci siano voluti quattro anni per arrivare ad un risultato impegnando tempo e risorse quasi quotidianamente: “questi reperti erano conservati fino a cinque anni fa, prima che divenissi assessore, dimenticati in alcune cassette in una stanza con la porta blindata nell’ex Palazzo dei beni demaniali, edificio che deve essere demolito per la ristrutturazione della piazza. Sfruttando questo fatto ne abbiamo chiesto il trasferimento al Polifunzionale. Tutto ciò è avvenuto a inizio del mio mandato: sapevo di questi reperti e a partire dal 2015-2016 li ho visionati insieme ai vigili e agli archeologi. Erano in pessime condizioni e ho iniziato a lavorare per utilizzarli ed esporli, in queste cassette c’è il passato di Lariano“.
LA BUROCRAZIA
Autorizzazioni, richieste, permessi e schede: per spostare i reperti è servito uno stretto contatto tra l’Assessore Gabrielli e l’Amministrazione e la Sovrintendenza, un percorso difficoltoso anche per la mancanza di alcuni documenti. Con la collaborazione fra il Comune e la dottoressa Simona Carosi, oltre alla dottoressa Rachele Modesto, archeologa di Lariano che ha seguito tutto l’iter, si è arrivati finalmente a dama.
LA NASCITA DI UN MUSEO
Con l’arrivo delle autorizzazioni, si è potuto lavorare sui materiali. L’Assessore Gabrielli ci ha spiegato in maniera certosina i due step principali: un primo per lavaggio e catalogazione dei reperti, poi la repertazione dei materiali. In quest’ultima fase è intervenuto il dottor Flavio Altamura, profondo conoscitore del territorio e che al momento della telefonata da parte del Comune era in Africa. A supportarlo anche il dottor Scifoni, antropologo e storico di Lariano, che gratuitamente ha prestato le proprie conoscenze e competenze agli esperti.
IL DNA DI UNA COMUNITA’
L’Assessore ha scelto una bella definizione per questo lavoro: una ricerca del DNA della comunità. La selezione dei reperti, di cui una parte saranno esposti alla Mostra, è servita a capire le origini di Lariano: la posizione strategica a livello geografico, dal Castello sul monte alla via Latina, le tracce di ogni epoca, la rilettura di alcune fasi della storia. “A Colle Cagioli, ad esempio“, ci dice l’Assessore, “sono state rinvenute nel 1865 tre statue di atleti quasi integre. Sono adesso ai Musei Capitolini, anche se non esposte...”.
L’ALLESTIMENTO
I visitatori troveranno vetrine allestite e pannelli esplicativi, con qualche chicca che l’Assessore ci ha svelato. “Siamo riusciti in un’operazione fondamentale e difficilissima quella di riportare gran parte del corredo funerario della cosiddetta tomba principesca di Colle Mozzo. L’uomo era un importante patrizio, i reperti risalgono al VII secolo avanti Cristo ed era sepolto con una serie di oggetti come anfore, calici, piatti, resti di armi e una punta di lancia che ha la parte ferrosa ricoperta con il tessuto che forse era quello della tunica“. Un gioiello, questo corredo, che sarà a disposizione di tutti.
ETA’ CONTEMPORANEA
L’ultima parte dell’esposizione vira sull’età contemporanea: tra i documenti anche il decreto del presidente Saragat che stabilisce l’autonomia da Velletri, il 28 agosto 1967. Integrano questa sezione testimonianze e proiettili della seconda guerra mondiale e non solo.
IL CATALOGO
“Siamo riusciti a costruire”, continua l’Assessore, “un bellissimo catalogo, che approfondisce i temi e gli argomenti della pannellistica. Il catalogo ha una prima parte sui reperti e una seconda parte che si avvale di contributi di studiosi coinvolti in maniera magistrale dal dottor Altamura, con schede interessanti. Il catalogo è una pietraa miliare perchè su Lariano non si è mai scritto e non ci sono stati scavi sistematici, per la prima volta abbiamo qualcosa che potrà servire per studi e approfondimenti e scavi successivi e speriamo che questo avvenga”: l’auspicio dell’Assessore lascia respirare una visione di cultura e di futuro, due concetti spesso non legati abbastanza e che invece rappresentano la linfa di una città. La cultura non guarda al passato come si potrebbe pensare, ma tende sempre a futuro, anche quando si occupa di milioni di anni fa.
INAUGURAZIONE
La due giorni che seguirà l’inaugurazione sarà un primo banco di prova, poi il Comune organizzerà la gestione del Museo per renderlo sempre fruibile e aprirlo soprattutto ai ragazzi. Tra i patrocini e gli sponsor, MIBACT, Sovrintendenza, Mondadori Bookstore Lariano, Accademia Musicale di Lariano, Castelli della Sapienza. Non manca nulla, insomma, ed è ora di partire per il futuro.


