Don Luigi Ciotti a Genzano

Nella serata del 31 gennaio scorso, presso il cinema Cynthianum di Genzano di Roma di fronte ad un numerosissimo pubblico convenuto dimostrando grande interesse e partecipazione, alla presenza delle Autorità e delle Forze dell’Ordine, Don Luigi Ciotti ha tenuto una conferenza dal titolo “Giovani e legalità”. L’incontro si è aperto con i saluti del Sindaco Carlo Zoccolotti e dell’intero Consiglio Comunale con la Presidente Patrizia Mancini, dimostrando ancora una volta quanto sia sensibile l’Amministrazione della nostra cittadina dei Castelli a temi di evidente valenza pedagogica e formativa per l’intera cittadinanza. Ritengo doveroso infatti ricordare come l’Amministrazione a guida Zoccolotti abbia già in passato dato il proprio patrocinio in appoggio ad iniziative inerenti la promozione di temi culturali e di vasto interesse, mettendo a disposizione i locali della biblioteca comunale ospitando quelle stesse iniziative (ricordo qui le conferenze sull’ambiente tenute ad ottobre scorso e le successive lezioni concerto sulla musica e l’arte tenute da validissimi musicisti). Le manifestazioni tenute pochi giorni or sono per le celebrazioni del giorno della memoria il 27 gennaio, che come ogni anno hanno visto il coinvolgimento anche di diverse scolaresche in rappresentanza di Istituti di Istruzione presenti sul territorio, sono un altro esempio di come l’attuale Amministrazione Comunale abbia a cuore la cura del tessuto sociale cittadino con lo spirito di portare avanti una continua azione formativa ed educativa.

Tornando all’incontro con Don Luigi Ciotti, dopo i saluti del Sindaco e del Consiglio Comunale, è seguita una presentazione da parte di giovani cattolici che presso la Casa Salesiana di Genzano svolgono svariate attività nel campo del sociale (dalle attività sportive a quelle di stampo educativo e ricreativo rivolte eminentemente ai più giovani). In una sorta di dibattito-intervista i giovani presenti si sono rivolti a Don Ciotti con domande inerenti la sua esperienza, le difficoltà ed i rischi quotidianamente affrontati in una vita spesa in difesa della legalità, in aiuto ai più bisognosi e disagiati, nel tentativo di strappare numerosi giovani dalle mani della criminalità organizzata, contro ogni forma di attività delittuosa e nel tentativo di realizzare ed aiutare la crescita di nuclei di comunità sane nel rifiuto di ogni forma di illegalità, prepotenza e prevaricazione.

Don Ciotti ha così spiegato che una vera azione pedagogica si può efficacemente espletare seguendo un cammino che dalla messa in atto di percorsi educativi passi poi ad un lavoro di formazione anche e soprattutto attraverso la scuola; a questo punto, quando educazione e formazione sono ben consolidate e costituiscono una sicura base per la coscienza civica del giovane cittadino, si passa alla fase della informazione, la quale deve essere corretta, onesta, centrata su concreti temi inerenti la realtà sociale e territoriale: il cittadino così educato, formato ed informato diviene egli stesso esempio e veicolo di legalità, di azione improntata ad una pedagogia del bene, ove onestà e solidarietà si coniugano con una continua azione di politica ed impegno sociale. Don Ciotti ha tenuto anche a precisare che una azione improntata ad una lotta per la difesa e l’affermazione della legalità per lui si è sempre basata su un trinomio fondamentale costituito da Vangelo, Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e Costituzione della Repubblica Italiana: in questi tre importantissimi documenti si trovano riassunti tutti i principi di civiltà e di umanità ai quali si dovrebbe fattivamente ispirare ogni politica seria, sinceramente orientata verso un vero progresso ed un sano sviluppo sociale. Don Ciotti ha proseguito citando vari esempi di azione pedagogica e non poteva mancare un richiamo all’opera educativa svolta da San Giovanni Bosco. Fra l’altro ha detto che cristianesimo e legalità sono due dimensioni inscindibili, osservando così come una formazione di una vera coscienza cristiana si dimostri ingrediente necessario per l’affermazione di uno stato di legalità. Vorrei finire questo articolo con qualche considerazione personale. Ho avuto modo di scambiare personalmente qualche osservazione con Don Luigi Ciotti, tenendoci a dire che io, non cristiano perché educato in altra cultura, condivido comunque in pieno tutte le considerazioni e le idee esposte nella sua conferenza. A questo punto mi dico: ben venga la Chiesa Cattolica a parlare di legalità, di difesa dell’ambiente, di pace e dialogo, di accoglienza; ben venga la Chiesa Cattolica a parlare contro la proliferazione degli armamenti, contro il commercio e l’invio di armi sui teatri di guerra (come più di una volta pubblicamente asserito dallo stesso Papa Francesco); ben venga la Chiesa Cattolica con i suoi preti antimafia, con i suoi centri di recupero per giovani in condizioni difficili (dal recupero dei tossicodipendenti al reinserimento sociale di ex detenuti). Al tempo stesso però mi chiedo: dove è finita la società civile? Dove è finita la politica e gli stessi partiti? Abbiamo assistito in questi giorni ad una “bagarre” in parlamento a proposito di un dibattito circa il 41bis ed il carcere duro ai mafiosi in cui veniva tirata in ballo la figura dell’anarchico Alfredo Cospito che ha ormai superato il suo centesimo giorno di sciopero della fame: lo spettacolo offerto in ambito parlamentare di fronte a tutta una nazione è stato squallido, avvilente, un accapigliarsi fra lavandaie di provincia di altri tempi! Non è con queste sortite che si affrontano i temi della giustizia e le problematiche della legalità nel nostro Paese! Non è con le diatribe e le squallide e sterili polemichette fra partiti e diversi schieramenti politici che si può pretendere di costruire le condizioni per un avvenire decente per i nostri giovani. Guardate che tristezza: sul nostro territorio non esistono più sezioni di partito che possano essere luogo di aggregazione, coinvolgimento della cittadinanza, serio dibattito politico improntato al civile confronto, bensì si vedono sorgere come funghi (che come spuntano fuori oggi, domani sono già spariti) i cosiddetti “comitati elettorali”!  Questi ultimi consistono generalmente in locali presi in affitto per il periodo precedente una tornata elettorale, all’esterno dei quali sono poste bandiere e manifesti del partito politico interessato; si tratta generalmente di locali totalmente vuoti, il più delle volte privi di arredamento interno, che vogliono dare l’illusione di una presenza attiva sul territorio di una forza politica che su quel territorio fattivamente non opera e che spesso di quel territorio poco se ne interessa, se non come potenziale serbatoio di voti. Si tratta di un giochetto vecchio, portato avanti ormai da molti anni sempre da certe forze politiche. Chi agisce così, chi si ricorda dell’esistenza di noi cittadini solo sotto le elezioni e ci viene a “lisciare” con melliflue promesse in maniera squallida e servile per me è meritevole solo di disprezzo e di calci nel sedere, anzi, meglio ancora di totale indifferenza! E mentre la Chiesa Cattolica con i vari Don Ciotti si rimbocca le maniche e si dà da fare, la politica l’unica cosa che fa è acqua da tutte le parti! Che fallimento per la società civile e le sue Istituzioni, che squallore questa politica da continua rissa, che delusione questi partiti!

                           Lucio Allegretti

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