Il 3 dicembre l’Aula Magna del CREA a Velletri ha ospitato la presentazione del libro ‘il dissenso al fascismo – Gli italiani che si ribellarono a Mussolini 1925-1943’ di M. Avagliano e M. Palmieri (Ed. Il Mulino).
All’evento, organizzato dalla sezione ANPI Edmondo Fondi di Velletri, ha partecipato una platea numerosa e attenta che ha seguito la presentazione di Avagliano arricchita da alcune letture curate e interpretate con maestria da Roberta Cioci ed Eleonora Cardei che hanno dato un taglio emozionale originale alle tracce indicate dallo stesso Avagliano.
IL RUOLO DEL DISSENSO
I saluti istituzionali sono stati portati dalla Presidente della Commissione pari opportunità del Comune di Velletri dott.ssa Sara Solinas, che ha sottolineato l’importanza che il dissenso ha avuto nel successivo raggiungimento della libertà. Un dissenso che veniva dal basso, popolare e misconosciuto, vitale per mantenere vivo il contrasto alla dittatura e che dovrebbe essere di insegnamento per le forze progressiste moderne, cosi come lo è stato in passato.

TESTIMONIANZE POPOLARI
La capacità degli autori di scavare e scovare testimonianze e aneddoti di dissenso popolare, il cosiddetto “antifascismo da osteria” e non solo, si sposa perfettamente con le figure di donne e uomini che hanno manifestato palesemente la loro contrarietà al regime affrontandone personalmente le conseguenze il più delle volte tragiche. Toccante e passionale la lettera che, dal carcere di Ventotene, Sandro Pertini indirizza alla madre ritenendola colpevole di richiedere la grazia per suo figlio. Il lavoro di Avagliano e Palmieri è stato davvero certosino, complesso dal punto di vista archivistico, ha messo insieme le testimonianze raccolte, dai diari, dalle lettere private, dalle canzoni popolari, dai rapporti della polizia segreta, per finire ai motti, poesie e barzellette.
UN TESTO PER CONTRASTARE IL NEO FASCISMO
Si tratta di un testo che vale la pena leggere, anche per comprendere la dimensione storica di quel periodo e mettere in atto strategie d’azione utili a contrastare la nuova ondata del fascismo in salsa postmoderna.



