Esempi di credibilità

Il primo è stato dato da Giorgia Meloni, quando ha tirato fuori l’espressione, coniata da un giornalista inglese, e sulla quale si tutti sono buttati da destra, centro e sinistra da più di mezzo secolo, “strategia della tensione”.

Personalmente non l’ho mai usata, perchè mi suona come un modo per incartare

diplomaticamente il crimine politico più odioso: l’organizzazione e l’esecuzione,in modo che nessuno possa trovare chi l’abbia effettuata,  da parte d’un potere che vuole eliminare qualcosa che sente come pericoloso, d’un omicidio o d’una strage,  per poi attribuirla a quelli da eliminare, e passare automaticamente a liquidarli, o fisicamente, come fece Hitler con la notte dei lunghi coltelli contro  le Sturm Abteilungen, e quella dei cristalli contro gli ebrei, o incarcerandoli, come accadde quando i servizi segreti deviati da neofascisti misero le bombe alla banca dell’agricoltura, e se la presero con gli anarchici. Se “strategia della tensione” significa altro, qualcuno me lo dimostri, e ne potremo discutere. In attesa di tale correzione, proseguo.

Mi domando, e domando alla Meloni ed a tutti quelli che le hanno fatta passare quell’espressione, in quale modo tale strategia abbia anche un solo punto di contatto con un crimine, quello della devastazione della sede CGIL di Roma, la cui esecuzione è stata quasi ufficialmente annunciata ad una folla da Castellino, ed i cui esecutori sono stati ripresi da tutte le posizioni, e mostrati incessantemente da tutti i canali tv. Mancano al crimine in oggetto i due elementi necessario per poterlo inscrivere nella tipologia avanzata dalla Meloni: il segreto assoluto prima dell’esecuzione da parte di chi lo preparava, l’anonimità e l’irreperibilità dei suoi perpetratori.

E’ possibile fondare un ‘ipotesi su un vuoto più spinto? Sì, quando la stessa Meloni ha accozzato a quel crimine la ministra dell’interno Lamorgese. Costei, con una superiore serenità, non ha, ch’io sappia, denunciata la Meloni per falso e calunnia.E   con ragione: infatti anche il più spregiudicato   dei PM non oserebbe squalificarsi fino al punto d’imbastire un’ipotesi accusatoria contemplante la ministra come mandante dell’assalto castelliniano. Ma, a proposito di assalti, da settimane la Lamorgese era stata spintonata da Meloni e Salvini per la sua indegnità come ministra, ma senza il coraggio di proclamare fuori dai denti che il di lei crimine era, per loro, aver salvato la vita a più di 30.000 profughi.

SALVINI E BOLSONARO

Il secondo esempio viene proprio da Salvini. Jair Bolzonaro è il più competitivo con Trump in un’omissione di soccorso produttiva d’un numero di vittime da Covid da vergognosi primato, è inoltre   tollerante e largamente complice dell’incendio della selva amazzonica, habitat naturale degli indios, fonda l’ordine pubblico su squadre di polizia che sparano ad altezza d’uomo. Crimini che possono, e lo sono già in Brasile, esser catalogati come contro l’umanità, e/o strage, genocidio. Autorità religiose e civili nostre non lo hanno affiancato pubblicamente   quando è venuto in Italia. L’unico che gli è stato a fianco in una cerimonia ufficiale è stato Salvini, cogliendo l’occasione per una dichiarazione di antifascismo molto “credibile”, e piazzandosi, a pancia in fuori, accanto a quello che, venuto a rivendicare radici italiane, sta trattando il proprio popolo ed il proprio suolo come il più efferato nemico invasore.

BERLUSCONI PRESIDENTE

Il terzo esempio viene ancora da lui e Meloni, stavolta in coppia, più Taiani. Essi si sono armonizzati nel proporre come candidato alla presidenza della repubblica, come cittadino e statista d’esempio anche ai nostri figli e nipoti, come rappresentativo del genio italico,un plutocrate,  pseudocrate, taumatocrate, bullocrate, cleptocrate, pornocrate, egocrate.

ANZIO E LA CITTADINANZA ONORARIA

Il quarto esempio viene dal sindaco di Anzio Candido De Angelis. Nel 1924, l’anno delle elezioni violentate dai fascisti e dell’assassinio di Matteotti, la protervia del regime arrivò al punto di lanciare ai podestà l’idea di conferire la cittadinanza onoraria a Mussolini in ogni città. Il podestà d’Anzio aveva aderito. Il cittadino onorario di Anzio fu il primissimo a massimo responsabile delle distruzioni e stragi da bombardamenti di quella città. Nell’atto di dichiarare guerra agli USA, nel dicembre 1941, non credo che avesse pensato che la più forte potenza mondiale avrebbe avuto paura di lui, e non avrebbe reagito con le sue forze cento volte maggiori delle nostre.  Le bombe yankee furono la reazione necessaria a quella dichiarazione di guerra. Le decisioni dei generali degli States di distruggere determinati bersagli vennero dopo la decisione di Mussolini di mettersi, cioè di metterci, contro di loro. Candido De Angelis ha detto che nessun sindaco, anche comunista, aveva ami proposto la cassazione di quella vergognosa iscrizione del maestro, poi complice, di Hitler, fra gli anziati benemeriti. Bene. Ma siccome ha anche dichiarato che sta facendo i conti col passato; se non ora, quando? Gli suggerisco modestamente di seguire l’esempio del sindaco d’una città vicina alla sua, Latina, Damiano Coletta.  Egli ha proposto di sostituire l’intitolazione del parco più grande di Latina, che era alla figura scialba ed opaca di Arnaldo Mussolini, con una a Falcone e Borsellino. La proposta è stata approvata dal consiglio comunale.  Non è caduto il mondo.

VELLETRI, LARIANO, ASSISTENZA DOMICILIARE

Il quinto esempio lo auspico solamente, e si tratta ancora di credibilità, senza doppio senso stavolta. Si tratta ancora di sindaci, quelli di Velletri e Lariano, e di quello che avessero fatto o pensano di fare, per giungere, in una faccenda in cui c’entra anche la regione, che vede famiglie con membri disabili coatte a pagare onerosi tickets per continuare a fruire d’assistenza domiciliare, ad una soluzione che dimostri la loro credibilità.

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