Quando la stazione ferroviaria di Lariano fu protagonista al cinema con Salce e Tognazzi

Rimane invece solo la scritta ‘LARIANO’ a ricordare il precedente uso di quell’elegante edificio a picco sulla nuova rotatoria appena fuori dal centro.

Tra i tanti destini che potevano esserci per la stazione ferroviaria di Lariano, quello che si è realizzato è senz’altro il più infausto. Lo scalo larianese, oggi abitazione privata, avrebbe avuto un ottimo futuro (vista anche l’espansione della città e la miriade di servizi e località della zona a Sud di Lariano). Rimane invece solo la scritta ‘LARIANO’ a ricordare il precedente uso di quell’elegante edificio a picco sulla nuova rotatoria appena fuori dal centro.

In pochi sanno, tuttavia, che quella stazione dopo la chiusura del trasporto viaggiatori divenne set cinematografico. Nel 1958 i servizi lungo la ferrovia che da Velletri conduceva a Terracina e a Colleferro, biforcandosi proprio a Lariano nei pressi dell’attuale incrocio in prossimità dell’isola ecologica, erano già stati sospesi per i viaggiatori ma persistevano per i merci. Merito della legna che dai boschi dell’Ontanese e del Maschio d’Ariano veniva caricata sui convogli e portata a Velletri e Roma.

Il Federale

Quando nel 1961 Luciano Salce girò ‘Il federale’, per il soggetto di Castellano e Pipolo e le musiche di Ennio Morricone, chiamò quale interprete un futuro velletrano d’adozione come Ugo Tognazzi. Il film è pieno di scene in cui si riconosce il lago di Giulianello e in cui si vedono i binari di quella che fu la ferrovia Velletri-Terracina, molto paesaggistica e transitante proprio in prossimità delle colline lacustri. 

La stazione ferroviaria che compare proprio alla fine, però, è quella di Lariano: si riconosce l’edificio squadrato a due piani, con il tetto caratterizzato dalle piccole feritoie ancora oggi visibili. Non vi sono riferimenti precisi e l’inquadratura omette la scritta ‘LARIANO’ (anche perchè nel film si parla di una certa Rocca Sabina) ma si può facilmente individuare la struttura con le cinque finestre frontali e le due laterali del primo piano, un marciapiede e due binari (sul secondo è in sosta il treno).

Lariano e gli altri…

Senza cadere nelle facili nostalgie, riflettendo a cosa avrebbe rappresentato il treno oggi a Lariano e non solo (sono rimasti senza stazione e senza collegamenti centri come Giulianello, Rocca Massima, Cori, Norma, Ninfa, Sermoneta, località che con dei semplici treni regionali avrebbero respirato tutt’altri numeri in fatto di turismo), è curioso vedere come una stazione come quella di Lariano della quale non ci sono testimonianze fotografiche compaia nella sua interezza (seppur camuffata) in video.

Ne ‘Il federale’ ci sono tantissime altre scene ferroviarie girate tra Giulianello, Lariano e Velletri: del resto la linea, come detto, ospitava solo qualche convoglio merci e quindi era facilmente utilizzabile per le riprese anche perchè dotata di tutti i binari e dell’armamento che poi fu frettolosamente rimosso per evitare che qualcuno avesse la pazza idea di riaprirla sfavorendo il trasporto su gomma. Storie italiane e deplorevoli…

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