Il mese di ottobre consegna ai veliterni vino, castagne e teatro. Si riavviano, infatti, in città tutte le attività sul palcoscenico ed è una gioia per gli occhi e per il cuore vedere che una città di 60.000 abitanti ospiti addirittura quattro teatri sul proprio territorio. La rinascita dell’ex Teatro di Terra, la sempre presente attività del Teatro Aurora e il Teatro Artemisio-Volonté rappresentano certezze. Ha rappresentato una certezza, e speriamo che continui a farlo in un prossimo futuro, il Teatro Tognazzi nella zona del quartiere San Biagio (al momento, però, con l’addio dei vecchi gestori non si hanno notizie ufficiali sulla data di riapertura).
Perchè andare a teatro, a Velletri? Perchè non optare per una domenica davanti al Camino, dopo una passeggiata in vigna se è bel tempo, oppure per un giro in un centro commerciale di zona? I motivi sono presto detti: il teatro è luogo caldo, accogliente, comodo. Le poltrone che lo compongono sono imbottite, ergonomiche, con braccioli a misura d’uomo e di donna. Inoltre è l’occasione per parcheggiare lontano dal teatro e fare due passi a piedi: l’attività fisica fa bene al corpo, e camminare senza grilli per la testa – cosa possibile senz’altro più nel week end che in mezzo alla settimana – favorisce la produzione di serotonina, che è l’ormone del benessere e del buon umore. Quando si arriva al foyer, c’è un’aria di eleganza popolare, e si respira sempre l’atmosfera delle grandi occasioni. Cominciano i saluti, si sorride, ci si guarda, si fa qualche battuta sul look dei nostri compagni di viaggio. Perchè perdere quest’occasione?

Si entra in sala, allora. La posizione che ci viene assegnata inizialmente sempre peggiore di altre. Poi, piano piano, si prende confidenza con il posto e si fanno le prove – in barba al torcicollo – e infine si prega affinchè quel gorilla alto 2 metri non venga a sedersi proprio davanti a noi. Viene allora il momento di guardare la struttura del teatro, fare un calcolo approssimativo di quanti sono i posti contando alla men peggio le file e facendo una moltiplicazione sommaria. “Cavolo, oltre 400!”, si dirà all’Artemisio-Volonté. “Ammazza, più di 500 persone!”, si dice al Tognazzi, e così via. Uno dei motivi per andare a teatro, a Velletri, è che tutti e quattro i teatri attivi sono belli e diversi fra loro. Hanno colori sfiziosi, strutture architettoniche diverse – chi moderno, chi storico – ma nessuno è anonimo.
Uno dei motivi, non per forza il principale, per andare a teatro, a Velletri, è che sul palcoscenico va solo chi ha da dire qualcosa. Non è una questione di nomi, ma di empatia. Gli attori di teatro hanno un quid in più, quel quid che te li fa amare anche se magari non ami il genere che recitano o l’argomento che propongono. Si vestono per la scena e poi si mettono a nudo, perchè gli leggi negli occhi l’ansia, la gioia, l’orgoglio, i brividi, la voglia di essere lì per te e dare tutto quello che hanno. Questo, ad onor del vero, non succede solo a Velletri. Ma dato che a Velletri ci sono quattro teatri, vi sembra resistano ancora motivi per cui non andare?



