Il Premio Nazionale Teatrale “Achille Campanile” ha decretato il suo vincitore per il 2022: Antonello Coggiatti, giovane attore e regista teatrale con una formazione accademica, si è aggiudicato il primo posto con il suo copione inedito di genere umoristico, “Crimini e portate”. La decisione è stata assunta dopo un lungo confronto da parte della Giuria, presieduta dal professor Arnaldo Colasanti e composta da Luigi Pisani, Emilia Costantini, Michele La Ginestra e Gaetano Campanile. Questa la motivazione addotta dai giurati: “Due atti veloci e stringati per porre la solita domanda: chi è il colpevole? Assistiamo ad un pranzo e ad un gioco di società: soprattutto alla simulazione di ciascun personaggio, ma che sta lì solo per dire cosa si nasconda dietro le maschere. E alla fine la soluzione del verdetto. Ovvero: dopo un morto, c’è sempre un colpevole. Il testo colpisce per la rapidità scenica e per come il gioco sia sempre, ancora una volta, la maniera più saggia – se volete, anche la più divertente – per dire quello che tutti cercano e che nessuno mai vuole: la verità”. Prima della proclamazione, avvenuta il 30 ottobre al Teatro Artemisio-Volonté di Velletri, Coggiatti – che ha ricevuto l’assegno di euro 1000 messo a disposizione dalla Clinica Madonna delle Grazie di Velletri e consegnato dalla professoressa Vera Dani più il trofeo realizzato dalla Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura – ha rilasciato una breve intervista in cui ha raccontato di sé e della sua esperienza artistica.
Come si è avvicinato alla scrittura? È stato un amore a prima vista oppure qualcosa che è subentrato dopo nel suo percorso di formazione artistica?
In realtà io sono un attore, ho studiato recitazione prima alla International Acting School Rome e poi alla Fonderia delle Arti con Giampiero Ingrassia. Mentre studiavo, però, ho cominciato a scrivere qualcosa, e si è aperto un po’ questo mondo. Durante il secondo anno di studi presso la Fonderia ho messo in scena per la prima volta una cosa scritta da me, una parodia della bella addormentata nel bosco. Poi ho fatto sperimentazioni su vari generi, e sono approdato alla commedia.
Perché, fra i tanti generi sperimentati, proprio la commedia?
Principalmente per una cosa che diceva spesso mio papà: “la gente ha già tanti pensieri, se deve arrivare in teatro neanche troppo convinta e rompersi le scatole per due ore non serve a nulla”. Il suo punto di vista da impiegato che non si era mai avvicinato al mondo del teatro mi ha aiutato a trovare una strada che potesse essere buona per persone che non abitualmente frequentano il teatro.

“Crimini e portate”: che genesi ha avuto questo testo, risultato poi vincitore al Premio Campanile 2022?
Il testo è nato assieme a mia moglie Susanna, stavamo pensando a qualcosa che potesse essere accattivante e che riportasse il pubblico a teatro dopo la chiusura forzata della pandemia. Ci è venuto in mente un gioco con il pubblico, e lo dimostrano i quattro finali da rappresentare in base a una votazione degli spettatori…
È la prima volta che si cimenta in una scrittura teatrale umoristica?
È la prima volta che mi spingo così in là, solitamente era più la mia un’attività di commedia pura. Spero che questo spettacolo faccia un bel giro, mi sarebbe piaciuto metterlo in scena subito.
Che emozione è stata la comunicazione della vittoria?
Appena arrivata la comunicazione sono rimasto di sasso. È stato un colpo grosso, anche se ovviamente credevo in ciò che ho scritto. Mi sono andato a rivedere i nomi della giuria, il numero di copioni pervenuti e ho detto “Accidenti…allora ho scritto una bella cosa!”.



