Una sfida non semplice, come quella di tutti i suoi colleghi: portare avanti la programmazione di uno dei teatri più grandi della provincia e forse anche della Regione, dato che a capienza estrema può superare anche le 600 unità. Roberto Becchimanzi, da attore prima che da direttore, ha colto questa sfida e giorno dopo giorno la sta vincendo nonostante il trauma di una pandemia che ha rischiato di azzoppare ogni migliore intenzione. Il Teatro “Ugo Tognazzi” è già ripartito con una rassegna di teatro locale, in attesa della stagione vera e propria che tra conferme della passata stagione rinviata e new entry si prepara ad un tutto esaurito sicuro.
Direttore, dopo una stagione interrotta e una saltata, finalmente sembra si sia ripartiti. Stavolta è ottimista oppure c’è il timore di ripetere un “copione”, termine azzeccato, già visto?
Domanda opportuna. No, non ci sarà, secondo me, nessuna replica delle chiusure… se tutti, dico tutti, ci vaccineremo. Approfitto di questa occasione per ribadire la nostra ferma convinzione che solo così potremo aprire e rimanere “aperti”. Liberi! Finalmente!
Il “Tognazzi” ha intanto organizzato la rassegna “VelletrAma”. Un ulteriore segnale di radicamento sul territorio, di azzeramento delle distanze dalle compagnie locali?
VelleTrAma è oramai arrivata alla quarta edizione (saremmo già alla sesta senza Covid) e riscuote sempre più successo. Le compagnie del territorio sanno benissimo che il Teatro Tognazzi è la loro CASA.
Come vi siete organizzati per la stagione? Quali sono le difficoltà gestionali che una struttura privata così grande e che quindi necessita di forte manutenzione deve fronteggiare per poter ospitare il pubblico e far lavorare attori e addetti ai lavori?
Si possono immaginare le difficoltà della gestione di un teatro capace di 500 posti… (ora la metà…) Abbiamo messo in atto tutte le misure sanitarie e di controllo (severissimi sul Green Pass) ; abbiamo chiesto ed ottenuto, dalle compagnie di professionisti che calcheranno le scene del Tognazzi, una elasticità “ economica”; infine abbiamo ricevuto dalla Regione Lazio e dal Ministero della Cultura ( e ovviamente ne siamo grati) contributi tali da permetterci di …sopravvivere. Ora però aspettiamo che il pubblico premi i nostri sforzi per assicurare la sopravvivenza del Teatro Tognazzi.

Dello splendido cartellone, ricco di ospiti, rinviato lo scorso anno si recupererà qualcosa?
Si, artisti noti, come Antonello Costa, Paolo Triestino, Edy Angelillo, Marisa Laurito, hanno confermato la loro presenza con entusiasmo .
Un Teatro vive quando ci sono sia gli spettacoli che i laboratori. In tal senso, qual è la tua idea di Teatro vista la programmazione su più piani che hai coordinato (corsi, laboratori, date per piccini)?
Sin da quando ci siamo insediati in questa splendida struttura abbiamo improntato il nostro lavoro su una idea forte di partecipazione. Non tutte le attività che si tengono a teatro sono remunerative; ma lo diventano, nel medio periodo, se sono partecipate, se si percepisce questo luogo come “agorà” culturale; il posto dove si possa percepire il ritorno ad una normalità, dove si possano liberare i nostri sorrisi, condividere senza più paura il respiro, l’emozione, l’abbraccio. Per tornare ad essere della stessa “sostanza dei sogni”.
Ultima domanda per cercare di strappare qualche anticipazione: ci puoi fare qualche nome per il cartellone in arrivo?
Oltre alle gradite conferme già citate, sono particolarmente lieto di aprire la nuova stagione con uno spettacolo di teatro-canzone dedicato a Giorgio Gaber (quanto è moderno ….libertà…partecipazione) con Rocco Barbaro e 5 professori d’orchestra. E poi Valeria Monetti in “Una zitella da sposare”; Chiara Becchimanzi in un rifacimento de “ Le intellettuali “ di Moliere; Carlo Guitto in “ Cecè” di Luigi Pirandello; Nathalie Caldonazzo in “ parlami d’amore” …..a tanto altro ancora….Insomma tutti gli ingredienti per “cucinare” una stagione di tutto rispetto, degna della nostra bellissima città.



