Torna al centro dell’attenzione via dei Cinque Archi, a seguito di numerose segnalazioni pervenute in Redazione da cittadini e residenti della zona. L’importante arteria stradale, che collega Velletri e l’Appia al versante “marittimo” in direzione Anzio, Nettuno e Aprilia riporta numerose criticità che con le piogge copiose di questi giorni si sono acuite scatenando il malcontento (e i danni) di chi, volente o nolente, è costretto a transitarvi quotidianamente.


BUCHE, LAVORI E DIMENTICANZE
Secondo le testimonianze ascoltate e le ricostruzioni effettuate, uno dei problemi più seri riguarda lo stato del manto stradale nei primi due chilometri che seguono la rotatoria di S. Maria dell’Orto (“dovrebbero essere di competenza Comunale”, ci dicono). I lavori effettuati per la fibra e per il metanodotto hanno infatti reso necessario scavare sia al centro che ad un lato della strada, ma al termine delle attività non è stato ripristinato il manto con la conseguente creazione di varie voragini (alcune di 15 cm di profondità) che si sommano alle già presenti. Tutto ciò costringe gli automobilisti a circolare in assoluta insicurezza, tanto che negli ultimi giorni alcune segnaletiche provvisorie stanno tentando di indicare i luoghi più critici in cui si creano avvallamenti e ristagni d’acqua.


DANNI AGLI PNEUMATICI
Anche i tratti recentemente sistemati già cominciano a mostrare nuovi segni di cedimento: i canali di scolo sono tutti tappati, riemergono i tracciati dei lavori, molte griglie risultano divelte o comunque insufficienti a farsi carico dell’acqua. Le asfaltature nei vari periodi hanno rialzato inoltre notevolmente il livello della strada, divenuto sovente più alto rispetto alle proprietà che insistono sulla strada stessa e che si trovano quindi invase d’acqua con ristagni proprio davanti all’ingresso. Ad aggravare tutto ciò il fatto che le cunette sono state coperte e quindi la pioggia deve trovare soluzioni alternative per scorrere. Il problema generale fra buche, tombini, voragini e avvallamenti riguarda gli pneumatici: anche circolando a velocità ridotta si è costretti ad uno slalom, soprattutto nel primo tratto, che non sempre è salvifico. Per evitare una buca si rischia infatti di sporgersi troppo nella corsia opposta, mentre centrare una buca significa provocare un danno alle ruote riparabile alla media di € 150 a pneumatico. Alcuni cittadini lamentano l’assenza di una risposta nonostante le ripetute segnalazioni. “Eravamo in otto, la settimana scorsa, dal gommista, a far sistemare i danni alle nostre auto a seguito di queste piogge. Tutti danni avvenuti su questa strada”, ci riporta un abitante della zona.


L’ESASPERAZIONE DI AUTOMOBILISTI E RESIDENTI
A far crescere l’indignazione, però, è anche il mancato controllo: il rimpallo di responsabilità fra Enti (Comune, Città Metropolitana, Regioni) interessa poco ai cittadini che chiedono di poter circolare in sicurezza ed evitare situazioni che possono portare a sbandamenti o incidenti. “Come è possibile”, ci si chiede ancora tra i residenti, “che chi fa gli scavi per la Fibra o per il Metano poi non comunichi al Comune che sono finiti i lavori? Oppure, se lo comunicano, è normale che sia lasciato tutto così senza ripristinare il manto?”. Domande semplici e risposte altrettanto semplici, forse. “Vorremmo sapere se c’è un ufficio tecnico del Comune che finiti i lavori per la fibra ottica o per il metano va poi a controllare sul posto se c’è sicurezza, se tutto è stato rimesso a posto. A chi compete riasfaltare?”. “Sarebbe da fare una denuncia, perché purtroppo spesso anche parlando tramite i giornali poi tutto va nel dimenticatoio”, dice qualcun altro. Insomma, i cittadini sembrano vittime della burocrazia e nel frattempo ci rimettono in interventi sulle auto.



