Anche quest’anno la Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri ha indetto il bando di concorso per premiare il miglior copione inedito di genere umoristico pervenuto. La premiazione avverrà durante la “Campaniliana”, rassegna di teatro e letteratura che vivrà la quinta edizione dal 25 ottobre al 7 novembre.
UN PREMIO UNICO
Quello intitolato ad Achille Campanile è l’unico Premio Teatrale, a livello nazionale, che si rivolge ad un genere particolare e difficile: quello umoristico. Grazie al contributo della Casa di Cura “Madonna delle Grazie” di Velletri, che mette in palio un assegno di € 1500,00, un autore individuato tra i tantissimi che partecipano si aggiudica il prestigioso riconoscimento. Negli anni il Premio è cresciuto molto, diffondendosi in tutta Italia grazie anche alla collaborazione della UILT, Unione Italiana Libero Teatro.

L’ALBO D’ORO
La prima edizione fu vinta da Francesco Brandi, autore di “Prestazione occasionale”. Il copione è in procinto di diventare un film e Brandi, regista professionista, aveva già vinto anche il Premio Flaiano. Il secondo anno ad aggiudicarsi il Premio fu Adriano Bennicelli, oggi direttore del Teatro 7 Off insieme a Michele La Ginestra, con il testo “Eden. Sala danza, domenica aperto”. Nel 2020 è stata la volta di Andrea Ozza, sceneggiatore RAI e regista, con “Cinque panni che si lavano in famiglia”. Lo scorso anno il riconoscimento è stato attribuito a Giovanni Di Grezia, autore di “Risorgimenticchio”: per lui è stata la primissima esperienza da autore teatrale. Tutte le opere premiate sono state poi messe in scena in prima nazionale a Velletri, presso il Teatro Artemisio-Volonté, a cura di compagnie UILT e molte hanno girato per l’Italia guadagnandosi applausi e recensioni positive.

LA GIURIA DI QUALITA’
La Giuria negli anni ha mantenuto intatta la propria ossatura: sin dal 2017 il presidente è il professor Arnaldo Colasanti, saggista, critico e scrittore, insieme a Gaetano Campanile, figlio di Achille. Per la prima edizione era fra i giurati Simona Marchini, che ha poi lasciato il posto alla giornalista del “Corriere della Sera” Emilia Costantini. Quest’anno per la prima volta i giurati sono cinque: si sono aggiunti Vera Dani, docente e consigliera FONDARC, e Michele La Ginestra, attore di cinema, tv e teatro. Per loro un duro lavoro: i copioni pervenuti sono sempre stati tantissimi (visto anche che il Premio non ha una quota di partecipazione) oscillando fra i 50 e i 70. Una diffusione capillare e in ascesa che fa ben sperare per il futuro del Premio.
UNA RASSEGNA COMPOSITA
In realtà il Premio è soltanto un aspetto della “Campaniliana”, che in cinque anni ha prodotto due mostre fotografiche e documentarie, diversi convegni con ospiti illustri (Piera Degli Esposti, Vittorio Viviani, Francesco Sabatini, Giancarlo Governi, Umberto Broccoli, Francesco Siciliano, Diego De Silva, Giorgio Montefoschi, Vito Molinari, Pino Quartullo tra gli altri), molte rappresentazioni teatrali. Anche quest’anno sono previste quattro date: il convegno con Giorgio Lupano e Angelica Ippolito, la giornata di studi e due spettacoli. Tante attività che si svolgono fra il Teatro Artemisio-Volontè e la Casa delle Culture.

INCENTIVO AL TEATRO
Può sembrare una stupidaggine premiare un copione di genere umoristico e metterlo in scena. In realtà, viste anche le ristrettezze economiche che sempre interessano il mondo della cultura, è un lavoro fondamentale quello di individuare un autore, finanziarlo con una somma importante di € 1500,00 e occuparsi della produzione e della messa in scena per una prima nazionale a cura di una compagnia teatrale. Forse la diffidenza verso il genere umoristico ancora ghettizza, in parte, l’iniziativa. La speranza invece è che questa prenda definitivamente il volo, anche con l’apporto di altre forze.



