La stazione di Velletri è un quaderno di appunti

Della stazione si è già parlato, delle speranze nel suo futuro anche. Dato che però la storia ci insegna ad analizzare le testimonianze del passato, è bene osservare con attenzione i graffiti dei primitivi che frequentano la sala d’attesa e la banchina. Dediche di ogni tipo che scatenerebbero la fantasia di qualunque cittadino con un po’ di sale in zucca.

CULTURA DI ELEVATO LIVELLO

Ciò che si legge sulla prima colonna che analizziamo è davvero, per un archeologo, interessante. Prima un numero, un 1312. Potrebbe essere il valore che indica, da 1 a 10, l’idiozia degli autori ma forse è troppo basso e l’ipotesi è poco plausibile. Potrebbe essere invece, sommato, l’età cerebrale dei graffitari stessi: 1+3+1+2 che farebbe 7. Anche qui i dubbi rimangono perchè a 7 anni si è molto più intelligenti.

IPOTESI SUI RITROVAMENTI

Sotto una serie di scritte di difficile decifrazione, oltre ad un complimento che denota tutto il rispetto nei confronti delle donne. Inoltre, con due pittogrammi probabilmente di origine animalesca, l’ennesima constatazione che l’autore deve aver fatto verso se stesso nell’autodefinirsi come uno degli organi appartenenti all’apparato riproduttore maschile. Il tutto in mezzo a disegni e pedate che danno un tocco di valore in più.

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